Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Danno endofamiliare

Padre abbandona il figlio disabile: l'affetto della madre non basta, il pregiudizio va risarcito

26 Luglio 2017 | di Rita Russo

Trib. Milano

Danno endofamiliare

Il pregiudizio derivante dal rifiuto del padre di stabilire qualsiasi contatto con il figlio disabile non è compensabile dalle maggiori attenzioni materne e deve essere risarcito.

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Danno non patrimoniale da illecito endofamiliare: applicazione “adattata” delle Tabelle milanesi

03 Maggio 2017 | di Patrizia Ziviz

Trib. Palermo

Danno endofamiliare

In caso di disgregazione del rapporto matrimoniale imputabile ad uno dei coniugi, il danno non patrimoniale patito dal consorte va liquidato prendendo come parametro di riferimento la tabella del Tribunale di Milano.

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L'illecito endofamiliare è soggetto alla prescrizione quinquennale

24 Ottobre 2016 | di Antonio Scalera

Cass. civ.

Danno endofamiliare

Il provvedimento in commento si colloca nell'ambito del formante dottrinale e giurisprudenziale, tanto di merito quanto di legittimità, che ha da tempo enucleato la nozione di illecito endofamiliare. L'orientamento tradizionale, saldamente consolidato e condiviso fino a una decina di anni fa, che escludeva qualsivoglia forma di tutela risarcitoria all'interno della famiglia è ora mutato.

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Padre totalmente assente dalla vita del figlio: da risarcire il danno endofamiliare

25 Marzo 2016 | di Eloisia Minolfi

Trib. Roma

Danno endofamiliare

Il diritto del figlio di ricevere cura, assistenza morale e materiale, istruzione e mantenimento da entrambi i genitori costituisce un elemento fondamentale del rapporto familiare dalla cui violazione discende il titolo per ottenere il risarcimento del danno.

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La suocera invadente e la rottura del “fidanzamento ufficiale”: la frontiera al risarcimento del danno

06 Ottobre 2015 | di Stefano Parma

Trib. Roma

Danno endofamiliare

La promessa “semplice” di matrimonio (qualificabile come mero fatto sociale e non produttiva di alcun effetto giuridico diretto) non costituisce fonte di risarcimento del danno in caso di rottura ingiustificata della stessa, in quanto la fonte di possibile responsabilità risarcitoria è solo quella derivante dalla c.d. promessa “solenne”, di cui all’art. 81 c.c., soggetta a determinati requisiti ovvero la vicendevolezza, la capacità di agire dei promittenti, la formazione di un atto pubblico o di una scrittura privata o la richiesta di pubblicazione di matrimonio.

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Risarcito il danno al figlio da privazione del rapporto genitoriale e ammessa l’azione di ripetizione del genitore condebitore in solido

16 Dicembre 2014 | di Ilaria Pepe

Danno endofamiliare

La violazione dei doveri di mantenimento, istruzione ed educazione dei genitori verso la prole, a causa del disinteresse mostrato nei confronti dei figli, integra gli estremi dell’illecito civile, cagionando la lesione di diritti costituzionalmente protetti, e dà luogo ad un’autonoma azione dei medesimi figli volta al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell’art. 2059 c.c. Comportamento rilevatore di responsabilità genitoriale è l’avere deprivato i figli della figura genitoriale paterna e idoneo ad integrare un fatto generatore di responsabilità aquiliana. La voce di pregiudizio in esame sfugge a precise quantificazioni in moneta e, pertanto, si impone la liquidazione in via equitativa ex art. 1226 c.c. In merito alla quantificazione in concreto può essere applicata la voce ad hoc prevista dalle tabelle giurisprudenziali adottate dall’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano (perdita del genitore).

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Il padre viola i doveri di educazione, istruzione e mantenimento verso la prole: i figli richiedono il risarcimento danni

23 Settembre 2014 | di Rosaria Giordano

Danno endofamiliare

“La violazione dei doveri di mantenimento, istruzione ed educazione dei genitori verso la prole, a causa del disinteresse mostrato nei confronti dei figli per lunghi anni, ben può integrare gli estremi dell'illecito civile, cagionando la lesione di diritti costituzionalmente protetti, e dar luogo ad un'autonoma azione dei medesimi figli volta al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell'art. 2059 c.c. (nella specie, il padre dei figli non riconosciuti si era reso responsabile della violazione degli obblighi nascenti dal rapporto di filiazione, per avere privato i figli dell'affettività paterna, per avere dimostrato totale insensibilità nei loro confronti, come dimostrato dal rifiuto di corrispondere i mezzi di sussistenza e negato loro ogni aiuto, non solo economico, con conseguente violazione di diritti di primaria rilevanza costituzionale).”

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La violazione degli obblighi familiari nei legami di fatto

13 Giugno 2014 | di Stefano Celentano

Danno endofamiliare

In tema di patrocinio a spese dello Stato, la pretesa fatta valere nei confronti dell’ex convivente, diretta ad ottenere il risarcimento dei danni per violazione degli obblighi familiari, non può ritenersi manifestamente infondata – con conseguente revoca del provvedimento di ammissione al gratuito patrocinio – sul solo rilievo della insussistenza sia normative che giurisprudenziale dell’ipotesi di violazione degli obblighi familiari in ipotesi di persone unite dal solo vincolo more uxorio, dovendosi per contro, verificare in concreto la sussumibilità di tale posizione nell’ambito della categoria dei diritti fondamentali della persona, senza che assuma rilievo il tipo di unione a cui interno la lamentata lesione s sarebbe verificata.

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