Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Danno morale

Il danno morale e il danno biologico vanno distinti e liquidati separatamente

04 Gennaio 2016 | di Vincenzo Papagni

Cass. civ.

Danno morale

Le tabelle del Tribunale di Milano, modificate nel 2009 e applicabili dai giudici di merito su tutto il territorio nazionale, non hanno cancellato il danno morale per riassorbirlo nel danno biologico, ma hanno provveduto ad una liquidazione congiunta del danno non patrimoniale derivante da lesione permanente all’integrità psicofisica e del danno non patrimoniale derivante dalla stessa lesione in termini di dolore e sofferenza soggettiva

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Il danno morale da invalidità temporanea: a volte ritornano

24 Agosto 2015 | di Renato Fedeli

App. Milano

Danno morale

Il danno non patrimoniale deve essere valutato considerando che in tema di risarcimento del danno da fatto illecito la liquidazione del danno morale, poiché ha natura satisfattoria della sofferenza determinata dall’illecito, integrante anche reato, va effettuata unitariamente in relazione al singolo fatto illecito (cioè al singolo reato), senza che possa scomporsi in varie voci in relazione a un danno per invalidità permanente o temporanea. A tal fine deve stimarsi la presumibile sofferenza morale soggettiva, il turbamento dell’animo e il dolore intimo sofferti dalla parte danneggiata, quali possono essere ragionevolmente ipotizzati in relazione alla speciale sensibilità emotiva che può presumersi secondo le circostanze.

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Risarcimento del danno morale soggettivo quale categoria autonoma

14 Luglio 2015 | di Paolo Vinci

Trib. Firenze

Danno morale

Va riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale dei prossimi congiunti attori, sub specie di danno morale soggettivo. Questo si identifica, com’è noto, con la sofferenza interiore, il patema d’animo, il turbamento, che originano da un fatto illecito lesivo di interessi costituzionalmente rilevanti. Quanto alla liquidazione, è, altrettanto, noto che il danno morale, non potendo essere provato e, comunque, quantificato nel suo preciso ammontare, deve essere determinato equitativamente dal giudice, avendo riguardo alla gravità del fatto illecito, da cui origina il danno, all’intensità delle sofferenze patite dall’offeso ed a tutti gli elementi peculiari del caso concreto, sì che la somma riconosciuta sia adeguata ad esso e non costituisca un simulacro di risarcimento”

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Risarcimento del danno per violazione del diritto di inedito post mortem auctoris

04 Marzo 2015 | di Giorgio Remotti

Danno morale

La pubblicazione di un’opera inedita senza il consenso degli eredi dell’autore legittima costoro all’esperimento dell’azione di risarcimento del danno. L’individuazione della natura morale o patrimoniale dell’inedito assume particolare rilevanza atteso il differente regime giuridico al quale la legge assoggetta le due categorie di diritti sulle opere dell’ingegno. La dottrina è concorde nel riconoscere la natura esclusivamente patrimoniale del diritto di pubblicazione dell’opera inedita, spettante agli eredi e ai legatari.

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Risarcimento del danno non patrimoniale ed autonomia del danno morale

18 Giugno 2014 | di Ombretta Salvetti

Danno morale

Il danno morale, pur costituendo un pregiudizio non patrimoniale al pari di quello biologico, non è ricompreso in quest'ultimo e va liquidato autonomamente, non solo in forza di quanto espressamente stabilito - sul piano normativo - dall'art. 5, lettera c), del d.P.R. 3 marzo 2009, n. 37, ma soprattutto in ragione della differenza ontologica esistente tra di essi, corrispondendo, infatti, tali danni a due momenti essenziali della sofferenza dell'individuo, il dolore interiore e la significativa alterazione della vita quotidiana.

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Liquidazione del danno morale patito dalla vittima di incidente stradale causato da veicolo o natante non identificato

14 Maggio 2014 | di Filippo Rosada

Danno morale

I limiti di risarcibilità dei danni alla persona causati da veicolo o natante non identificato, previsti dall'art. 21, comma 2, l. 24 dicembre 1969 n. 990 (oggi trasfuso nell'art. 283 d.lgs. 7 settembre 2005 n. 209), attraverso il rinvio alle previsioni d.p.r. 30 giugno 1965 n. 1124, operano solo per i danni patrimoniali, ma non per i danni morali, i quali, pur rientrando tra quelli che il Fondo di garanzia per le vittime della strada è obbligato a risarcire, sono, quindi, risarcibili secondo la disciplina ordinaria.

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Il risarcimento del danno morale quale massima espressione della dignità umana

13 Maggio 2014 | di Filippo Rosada

Danno morale

Deve essere risarcito il danno non patrimoniale della persona offesa minore di età, consistente nella lesione della libertà sessuale e dignità - diritti fondamentali che l’art. 609 quater c.p. è volto a tutelare - nella sofferenza psico-fisica derivante, nonchè il danno relativo alle profonde modifiche delle abitudini di vita e delle relazioni. Anche i genitori della persona offesa dal reato di atti sessuali con minorenne, pur non essendo vittime primarie dell’illecito penale, hanno diritto iure proprio al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi del combinato disposto degli art. 185 c.p. e art. 2059 c.c. Ai fini della quantificazione del danno non patrimoniale si devono tenere in considerazione: la gravità degli atti di un insegnante sull’alunno; il contesto in cui si è verificato l’evento lesivo (durante l’affidamento del minore alla scuola); la giovane età del ragazzo (anni 13); le sostanziali modifiche delle abitudini di vita (cambio di paese, abitazione, scuola). (Nel caso di specie, a titolo di danno non patrimoniale complessivo viene liquidato in via equitativa, alla persona offesa, la somma di euro 70.000,00 e ai suoi congiunti euro 40.000,00 al padre ed euro 50.000,00 alla madre).

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Liquidazione del danno neonatale con criteri equitativi

11 Aprile 2014 | di Marco Moiraghi

Danno morale

Va censurata la motivazione della sentenza che, in ambito di colpa medica neonatale: a) liquidi equitativamente il danno morale del neonato e dei genitori senza tener conto della gravità del fatto, delle condizioni soggettive della persona, dell'entità della relativa sofferenza e del turbamento dello stato d'animo, b) liquidi, sempre in via equitativa, il danno patrimoniale del neonato con generico riferimento alle "chances" di lavoro utilmente spendibile in futuro. Una siffatta motivazione ha valore di mera formula di stile rendendo impossibile il controllo sull'"iter" logico seguito dal giudice di merito nelle relative quantificazioni del danno liquidato.

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