Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Danno cagionato da cose in custodia

Se il pedone inciampa in una sporgenza non visibile della scala perché trascina il piede, il custode del manufatto non risponde dei danni

26 Aprile 2016 | di Giuseppe Sileci

Trib. Como

Danno cagionato da cose in custodia

Quando l'evento dannoso non sia l'effetto di un dinamismo interno alla cosa ma richieda che l'agire umano si unisca al modo di essere della cosa, per potere affermare la responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c. occorre dimostrare che lo stato dei luoghi presenti una obiettiva situazione di pericolosità.

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La responsabilità del supermercato per la caduta del cliente

12 Aprile 2016 | di Marco Lunedei

Trib. Perugia

Danno cagionato da cose in custodia

La responsabilità del gestore del supermercato per i danni derivati agli utenti configura non già una forma di responsabilità per colpa, bensì un'ipotesi di responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c..

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Art. 2051 c.c.: ripartizione dell’onere della prova tra danneggiato e custode e elementi integranti il caso fortuito per fatto di terzi

21 Dicembre 2015 | di Cristina Cataliotti

Cass. civ.

Danno cagionato da cose in custodia

È correttamente ripartito l’onere della prova tra le parti, laddove il danneggiato debba dimostrare il danno e il nesso eziologico tra questo e la cosa in custodia e il custode, che voglia andare esente da responsabilità, debba dimostrare l’intervento di un fattore esterno, eccezionale e imprevedibile in grado di interrompere il nesso causale tra il suo obbligo di custodia e l’evento lesivo.

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Responsabilità aquiliana, responsabilità per danni da cose in custodia: il diverso regime probatorio

25 Novembre 2015 | di Francesco Agnino

Cass. civ.

Danno cagionato da cose in custodia

Mentre l'azione ai sensi dell'art. 2043 c.c. comporta per il danneggiato la necessità di provare l'esistenza del dolo o della colpa a carico del danneggiante, nel caso di azione fondata sull'art. 2051 c.c., la responsabilità del custode è prevista dalla legge per il fatto stesso della custodia, potendo questi liberarsi soltanto attraverso la gravosa dimostrazione del fortuito.

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Idraulico morto per folgorazione: responsabili sia il proprietario che il conduttore?

04 Giugno 2015 | di Mauro Di Marzio

Cass. civ.

Danno cagionato da cose in custodia

In caso di morte per folgorazione dell'idraulico che sia stato chiamato dal conduttore di un immobile a riparare lo scaldabagno, dallo stesso conduttore fatto installare, di un immobile privo di impianto elettrico a norma, rispondono del danno patito dai congiunti del defunto sia il proprietario dell'immobile che il conduttore.

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La Cassazione e le macchie d’olio sulla strada

14 Maggio 2015 | di Mauro Di Marzio

Cass. civ.

Danno cagionato da cose in custodia

In tema di responsabilità da cosa in custodia, la presunzione stabilita dall'art. 2051 c.c., presuppone la dimostrazione, ad opera del danneggiato, dell'esistenza del nesso causale tra cosa in custodia e fatto dannoso. Il comportamento del custode è estraneo alla struttura della menzionata norma codicistica, laddove il fondamento della sua responsabilità va ricercato nel rischio che grava su di lui per i danni prodotti dalla cosa che non dipendano da fortuito. Va pertanto confermata la responsabilità dell'Anas per un sinistro occorso ad un automobilista uscito di strada per la presenza di una macchia sull'asfalto, atteso che l'ente non aveva fornito la prova del caso fortuito.

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Il fatto del terzo non interrompe gli obblighi del custode ove da tempo è a conoscenza della pericolosità della cosa

14 Aprile 2015 | di Marco Moiraghi

Trib. Milano

Danno cagionato da cose in custodia

In tema di risarcimento del danno cagionato all’utente da un tombino dissestato posto su marciapiede di pertinenza condominiale, il condominio in quanto proprietario risponde ex art. 2051 c.c. anche se il dissesto è stato pacificamente cagionato da terzi. La pregressa conoscenza della situazione di pericolo e l’inerzia nella sua eliminazione, ricostituiscono in capo al condominio gli obblighi di custodia interrotti per fatto del terzo ed impediscono l’applicazione dell’esimente del caso fortuito idonea ad escludere la responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c.. Rimane configurabile in capo al danneggiato il concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c. idoneo a ridurre l’entità del risarcimento in misura proporzionale all’incidenza causale del danneggiato, liquidato ex art. 139, D. lgs. n. 209/2005 in quanto preferibile rispetto ai criteri tabellari in uso presso il Tribunale di Milano.

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L'imprudente discesa dal marciapiede del pedone, caduto in una buca, esclude la responsabilità del comune

13 Febbraio 2015 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Danno cagionato da cose in custodia

L’inesistenza di alcun ingombro idoneo a giustificare l’imprudente abbandono dello spazio sopraelevato destinato al transito pedonale, unitamente alla conoscenza dei luoghi e alle condizioni di normale visibilità, inducono a ritenere che l’evento dannoso sia da ricondursi esclusivamente alla condotta dello stesso danneggiato, attuata in violazione di norme specifiche e generali di prudenza, per essere sceso dal marciapiede malgrado quest'ultimo consentisse il transito di due pedoni affiancati

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Per il danno da schiacciamento risponde come custode il comune

23 Dicembre 2014 | di Vincenzo Papagni

Danno cagionato da cose in custodia

Per l’applicazione della presunzione di responsabilità di cui all’art. 2051 c.c. sono necessari due presupposti: a) la custodia, vale a dire l’esistenza d’un potere di fatto del custode sulla cosa; b) la sussistenza d’un nesso di causa tra la cosa e il danno. Non è invece, necessario: - né che la cosa sia seagente o dotata di intrinseco dinamismo; - né che la cosa sia pericolosa; - né che il custode sia anche proprietario. Il danno da schiacciamento è una fattispecie tipica di danno da cosa in custodia. Tale forma di responsabilità non è esclusa né dal fatto che il custode non sia proprietario della cosa custodita; né dal mero animus derelinquendi della cosa da parte del custode; né dalla circostanza che la cosa non sia di per sé pericolosa; né dall’affidamento incauto della cosa; né dallo smaltimento in modo improprio di essa

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Prova liberatoria e bilanciamento fra doveri di precauzione e di cautela

10 Luglio 2014 | di Ombretta Salvetti

Danno cagionato da cose in custodia

"Ai sensi dell'art. 2051 c.c., allorché venga accertato, anche in relazione alla mancanza di intrinseca pericolosità della cosa oggetto di custodia, che la situazione di possibile pericolo, comunque ingeneratasi, sarebbe stata superabile mediante l'adozione di un comportamento originariamente cauto da parte dello stesso danneggiato, deve escludersi che il danno sia stato cagionato dalla cosa, ridotta al rango di mera occasione dell'evento, e ritenersi, per contro, integrato il caso fortuito”.

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