Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Capacità lavorativa generica e specifica

Lavoro domestico: quantificazione del danno patrimoniale e calcolo del danno differenziale

07 Novembre 2017 | di Eloisia Minolfi

App. Milano

Capacità lavorativa generica e specifica

Ai fini del riconoscimento del danno da perdita di capacità lavorativa specifica di casalinga è necessario fornire la prova delle nuove e maggiori spese sostenute e da sostenere in conseguenza del fatto che ha cagionato il danno?

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Danno da riduzione della capacità lavorativa specifica: la contrazione dei guadagni va allegata e provata

11 Luglio 2017 | di Antonio Scalera

Cass. civ.

Capacità lavorativa generica e specifica

Danno permanente avente incidenza pari al 20% sulla capacità lavorativa specifica del soggetto, che svolga un lavoro intellettuale: la contrazione della capacità di guadagno deve essere provata e non presunta

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La capacità lavorativa generica dello studente vittima del sinistro va ricondotta al danno patrimoniale

01 Luglio 2016 | di Donatella Salari

Cass. civ.

Capacità lavorativa generica e specifica

Il pregiudizio subito da un minore, che al momento del sinistro era studente di ragioneria, ed abbia riportato un'invalidità permanente rilevante (30%), va valutato come danno patrimoniale.

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Liquidazione equitativa del danno patrimoniale futuro: criteri di valutazione e necessità del loro riscontro in motivazione

22 Dicembre 2015 | di Vincenza Di Cristofano

Cass. civ.

Capacità lavorativa generica e specifica

La liquidazione del danno da perdita della capacità lavorativa specifica, pur diretta alla tendenziale integralità del ristoro e non meramente simbolica, può essere solo equitativa trattandosi di danno patrimoniale futuro, sicché essa va condotta con prudente e ragionevole apprezzamento di tutte le circostanze del caso (e, in ispecie, della rilevanza economica del danno alla stregua della coscienza sociale e dei vari fattori incidenti sulla gravità della lesione), dovendo il giudice spiegare le ragioni del processo logico sul quale la valutazione equitativa operata si fonda, indicando i criteri assunti a base del procedimento adottato.

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Liquidazione del danno da lesione della capacità lavorativa a favore del minore anche in caso di invalidità permanente rimediabile mediante l’applicazione di protesi

17 Novembre 2015 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Cass. civ.

Capacità lavorativa generica e specifica

L’accertamento in un minore in età infantile che lo stato di invalidità permanente alla persona (nella specie sordità causata da non tempestiva diagnosi di meningite), cagionato da responsabilità medica, sia rimediabile e sia stato in concreto rimediato tramite l’applicazione di una protesi, non è ragione sufficiente a giustificare l’esclusione dell’esistenza, in ragione della invalidità, e sulla base di una valutazione prognostica, di un danno patrimoniale da lesione della capacità lavorativa del minore, atteso che il dover svolgersi la vita del minore con la percezione della costante applicazione della protesi necessaria per sopperire al deficit derivante dalla invalidità è circostanza che di per sé contraddice e si oppone a quella esclusione.

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Contrordine! La perdita della capacità lavorativa generica si cumula a danno biologico e patrimoniale

27 Ottobre 2015 | di Mauro Di Marzio

Cass. civ.

Capacità lavorativa generica e specifica

In tema di danni alla persona, l'invalidità di gravità tale da non consentire, per la sua entità (nella specie del 25%), la possibilità di attendere (anche) a lavori altri e diversi da quello specificamente prestato al momento del sinistro confacenti alle attitudini e alle condizioni personali ed ambientali del danneggiato integra un danno patrimoniale attuale in proiezione futura da perdita di chance (il cui accertamento spetta al giudice di merito e va dal medesimo stimato con valutazione necessariamente equitativa ex art. 1226 c.c.), derivante dalla riduzione della capacità lavorativa generica. Trattasi di danno patrimoniale che, se e in quanto dal giudice di merito riconosciuto sussistente, va considerato ulteriore rispetto al danno patrimoniale da incapacità lavorativa specifica.

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Va liquidato in via equitativa il danno da perdita della capacità lavorativa del giovane non occupato

23 Aprile 2015 | di Antonio Scalera

Cass. civ.

Capacità lavorativa generica e specifica

La esclusione del danno patrimoniale in un soggetto ventenne, ma non ancora occupato, che subisce una menomazione psicofisica del 70% di invalidità, costituisce la violazione del principio del diritto alla riparazione integrale del danno da illecito, nella specie da circolazione, allorché tale posta risarcitoria sia stata dedotta e provata, con l’accertamento della compromissione della attività di guadagno in relazione all'età della vittima, cui è preclusa la concorrenzialità lavorativa.

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Criterio della prova e del calcolo della perdita di capacità lavorativa specifica

19 Febbraio 2015 | di Paolo Vinci

Capacità lavorativa generica e specifica

Una volta che il danneggiato abbia provato di svolgere un'attività lavorativa autonoma, e che durante il periodo di invalidità temporanea non sia stato in grado di svolgere la stessa, ovvero l'abbia svolta in maniera ridotta, e che contemporaneamente non abbia percepito il relativo reddito, può presumersi, salva la prova contraria, l'esistenza del danno patrimoniale. Ed invero, mentre al lavoratore dipendente, che durante il periodo di invalidità totale temporanea ha percepito l'intera retribuzione dal suo datore di lavoro, nulla spetta a titolo di risarcimento per questa causale, poiché nessuna diminuzione patrimoniale si è prodotta nella sua sfera patrimoniale ed il danno è subito invece dal datore di lavoro, che ha pagato la retribuzione senza ottenere la prestazione lavorativa, non altrettanto può dirsi per il lavoratore autonomo.

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La casalinga, riduzione di capacità lavorativa e danno patrimoniale: tra onere probatorio e criteri di liquidazione

07 Gennaio 2015 | di Francesco Agnino

Capacità lavorativa generica e specifica

Il danno da riduzione della capacità di lavoro, sofferto da persona che - come la casalinga - provveda da sé al lavoro domestico, costituisce una ipotesi di danno patrimoniale, e non biologico. Ne consegue che chi lo invoca ha l'onere di dimostrare che gli esiti permanenti residuati alla lesione della salute impediscono o rendono più oneroso (ovvero impediranno o renderanno più oneroso in futuro) lo svolgimento del lavoro domestico; in mancanza di tale dimostrazione nulla può essere liquidato a titolo di risarcimento di tale tipologia di danno patrimoniale.

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È documentale la prova del danno da riduzione della capacità lavorativa specifica

01 Settembre 2014 | di Paolo Vinci

Capacità lavorativa generica e specifica

“L'accertamento di postumi permanenti, incidenti con una certa entità sulla capacità lavorativa specifica, non comporta l'automatico obbligo del danneggiante di risarcire il danno patrimoniale, conseguenza della riduzione della capacità di guadagno - derivante dalla ridotta capacità lavorativa specifica - e quindi di produzione di reddito; detto danno patrimoniale da invalidità deve perciò essere accertato in concreto attraverso la dimostrazione che il soggetto leso svolgesse o, trattandosi di persona non ancora dedita ad attività lavorativa, presumibilmente avrebbe svolto, un'attività produttiva di reddito. La liquidazione del danno, peraltro, non può essere fatta in modo automatico in base ai criteri dettati dalla Legge 26 febbraio 1977, n. 39, articolo 4, che non comporta alcun automatismo di calcolo, ma si limita ad indicare alcuni criteri di quantificazione del danno sul presupposto della prova relativa che incombe al danneggiato e può essere anche data in via presuntiva, purché sia certa la riduzione di capacità lavorativa specifica”.

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