Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Legittimazione passiva e prova liberatoria nel danno cagionato dalla fauna selvatica

13 Giugno 2014 | di Antonio Salvati

Danni causati dalla fauna selvatica

La Regione, in quanto obbligata ad adottare tutte le misure idonee ad evitare che la fauna selvatica arrechi danni a terzi, è responsabile ex art. 2043 c.c. dei danni cagionati da un animale selvatico a persone o cose il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme.

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Danno esistenziale: un nuovo intervento della Suprema Corte che non fa chiarezza

13 Giugno 2014 | di Luca Nania

Danno esistenziale

Il danno esistenziale non costituisce un’autonoma voce di danno risarcibile, ma costituisce un aspetto della più ampia categoria del danno non patrimoniale. Di tale aspetto quindi va tenuto conto, nel determinare la somma complessivamente spettante a titolo di risarcimento dei danni non patrimoniali, a cui va apportato un congruo aumento, in misura da determinare con riguardo alle peculiarità del caso concreto.

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La perdita di chance di godere più a lungo del proprio congiunto: alla ricerca del nesso (perduto)

11 Giugno 2014 | di Daniela Zorzit

Danno da perdita di chances in materia sanitaria

La chance in senso stretto va intesa come danno emergente, ossia come lesione della possibilità di raggiungere il risultato sperato. La domanda per perdita di chance è ontologicamente diversa da quella di risarcimento del danno futuro da mancato raggiungimento del risultato sperato, e la prima nemmeno può essere considerata un minus della seconda, mutando la causa petendi (possibilità di conseguire un risultato nella chance, perdita del risultato nel danno futuro), il petitum (risarcimento commisurato a perdita nella chance, perdita tout court nel danno futuro) e l’onere della prova per la parte (che nella lesione di chances riguarda la perdita di una probabilità non trascurabile di raggiungere il risultato, mentre nel danno futuro riguarda il fatto che, ove fosse stato tenuto il comportamento legittimo, il risultato sarebbe stato raggiunto).

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Il diritto al risarcimento del danno per la perdita del congiunto e l’ordine pubblico cd. “internazionale”

11 Giugno 2014 | di Daniela Zorzit

Danno da perdita del rapporto parentale

Il principio di risarcibilità del danno morale da uccisione del congiunto, attenendo alla tutela dei diritti fondamentali della persona, appartiene all’ordine pubblico internazionale, sicché non può trovare applicazione nell’ordinamento italiano la norma straniera – quale l’art. 1327 codice civile austriaco – che tale risarcibilità escluda.

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La Cassazione ritorna sul danno alla vita di relazione

10 Giugno 2014 | di Antonio Scalera

Danno da perdita del rapporto parentale

“Il danno biologico, il danno morale ed il danno alla vita di relazione rispondono a prospettive diverse di valutazione del medesimo evento lesivo, che può causare, nella vittima e nei suoi familiari, un danno medicalmente accertato, un dolore interiore e un'alterazione della vita quotidiana, sicché il giudice di merito deve valutare tutti gli aspetti della fattispecie dannosa, evitando duplicazioni, ma anche "vuoti" risarcitori, e,, in particolare, per il danno da lesione del rapporto parentale, deve accertare, con onere della prova a carico dei familiari della persona deceduta, se, a seguito del fatto lesivo, si sia determinato nei superstiti uno sconvolgimento delle normali abitudini tale da imporre scelte di vita radicalmente diverse.”

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La qualità del paziente non esime il medico dall’obbligo di informare

10 Giugno 2014 | di Antonio Scalera

Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale

“È onere del medico provare, a fronte dell'allegazione di inadempimento da parte del paziente, l'adempimento dell'obbligazione di fornirgli un'informazione completa ed effettiva sul trattamento sanitario e sulle sue conseguenze, senza che sia dato presumere il rilascio del consenso informato sulla base delle qualità personali del paziente (nella specie, avvocato), potendo esse incidere unicamente sulle modalità dell'informazione, la quale deve sostanziarsi in spiegazioni dettagliate ed adeguate al livello culturale del paziente, con l'adozione di un linguaggio che tenga conto del suo particolare stato soggettivo e del grado delle conoscenze specifiche di cui dispone

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Criterio base per la liquidazione del danno non patrimoniale: le tabelle milanesi

10 Giugno 2014 | di Diego Munafò

Tabella del Tribunale di Milano

Nella liquidazione del danno biologico, l’adozione del criterio equitativo di cui all’art. 1226 c.c. deve garantire l’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto ed uniformità di giudizio, essendo intollerabile che danni identici possano essere liquidati in misura diversa solo perché esaminati da differenti Uffici giudiziari. A tal fine, le tabelle elaborate dall’Osservatorio sulla giustizia civile di Milano garantiscono uniformità di trattamento ed equità sostanziale, poiché largamente utilizzate sul territorio nazionale ed inclusive di ampi margini per la personalizzazione, che consentono di adeguare il risarcimento al pregiudizio concretamente subito dal danneggiato.

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Il trauma subito dai genitori per la imprevista malformazione del neonato è danno in ogni caso risarcibile dal medico che abbia omesso l’informazione dell’anomalia del feto

10 Giugno 2014 | di Rodolfo Berti

Danno da nascita indesiderata

Qualora il medico ometta di informare la paziente delle malformazioni congenite del feto, ove non sia provata la sussistenza di tutti gli elementi integrativi della fattispecie per il legittimo esercizio del diritto di interrompere la gravidanza (ivi compresa l’effettiva volontà della madre di avvalersi di tale diritto), non può essere preso in esame il risarcimento del danno conseguente alla nascita indesiderata mentre invece viene in considerazione il danno non patrimoniale per il trauma subito da entrambi i genitori per essersi trovati senza alcuna preparazione psicologica di fronte alla realtà di un figlio affetto da una grave e totalmente invalidante malformazione.

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La responsabilità del medico in assenza di contratto d’opera professionale dopo la legge Balduzzi

30 Maggio 2014 | di Paolo Vinci

Responsabilità extracontrattuale nella “legge Balduzzi”

“Ove l’attore agisca anche nei confronti del medico, senza allegare l’esistenza di un contratto d’opera professionale con lui concluso, deve ritenersi che il rapporto che si instaura con la struttura sanitaria sia contrattuale, mentre il rapporto con il medico sia di natura extracontrattuale […]”.

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Condizioni di proponibilità dell’azione giudiziaria diretta contro l’impresa di assicurazione

26 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Rivalsa nei confronti della impresa di assicurazione del responsabile

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 145, comma 1, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 24, 32, 76, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione agli articoli 6, paragrafo 1, e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848, dal Giudice di pace di Roma, con l’ordinanza di cui in epigrafe; Tale disposizione risulta infatti afferente alla ratio normativa che ha ispirato il Codice stesso che è in realtà quella di rafforzare, e non già quella di indebolire, le possibilità di difesa offerte al danneggiato, attraverso il raccordo, come detto, dell’onere di diligenza, a suo carico, con l’obbligo di cooperazione imposto all’assicuratore. Il quale, proprio in ragione della prescritta specificità di contenuto della istanza risarcitoria, non potrà agevolmente o pretestuosamente disattenderla, essendo tenuto alla formulazione di una proposta adeguata nel quantum.

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