Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il risarcimento del danno morale quale massima espressione della dignità umana

13 Maggio 2014 | di Filippo Rosada

Danno morale

Deve essere risarcito il danno non patrimoniale della persona offesa minore di età, consistente nella lesione della libertà sessuale e dignità - diritti fondamentali che l’art. 609 quater c.p. è volto a tutelare - nella sofferenza psico-fisica derivante, nonchè il danno relativo alle profonde modifiche delle abitudini di vita e delle relazioni. Anche i genitori della persona offesa dal reato di atti sessuali con minorenne, pur non essendo vittime primarie dell’illecito penale, hanno diritto iure proprio al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi del combinato disposto degli art. 185 c.p. e art. 2059 c.c. Ai fini della quantificazione del danno non patrimoniale si devono tenere in considerazione: la gravità degli atti di un insegnante sull’alunno; il contesto in cui si è verificato l’evento lesivo (durante l’affidamento del minore alla scuola); la giovane età del ragazzo (anni 13); le sostanziali modifiche delle abitudini di vita (cambio di paese, abitazione, scuola). (Nel caso di specie, a titolo di danno non patrimoniale complessivo viene liquidato in via equitativa, alla persona offesa, la somma di euro 70.000,00 e ai suoi congiunti euro 40.000,00 al padre ed euro 50.000,00 alla madre).

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L’ambito oggettivo di efficacia del consenso informato, l’onere della prova e l’obbligo di motivazione

13 Maggio 2014 | di Ilaria Pepe

Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale

Deve essere cassata la decisione che, del tutto apoditticamente, estende ad un intervento diverso, e dalle diverse possibili conseguenze, la manifestazione di consenso prestata dal paziente per l’intervento previsto, opinando, del tutto immotivatamente ed immotivatamente sostituendo il proprio convincimento alle considerazioni espresse su base scientifiche dal perito d’ufficio, che la diversa operazione, ed i ben diversi rischi ad essa sottesi, possano ritenersi ricompresi nell’iniziale informazione.

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La responsabilità dell’istituto scolastico per danni al minore a seguito di incidente avvenuto nel cortile antistante la scuola

13 Maggio 2014 | di Roberta Nocella

Responsabilità dei precettori

L'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo a scuola, determina l'instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico dell'istituto l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni e, quindi, di predisporre gli accorgimenti necessari affinché nei locali scolastici non si introducano persone o animali che possano arrecare danno agli alunni; ne consegue che, al fine di adempiere tale obbligazione di vigilanza, la predisposizione degli accorgimenti necessari, da parte della direzione scolastica, deve essere strettamente legata alle circostanze del caso concreto: da quelle ordinarie, tra le quali l'età degli alunni, che impone una vigilanza crescente con la diminuzione dell'età anagrafica; a quelle eccezionali tra le quali deve comprendersi l'esistenza di lavori di manutenzione dell'immobile, che implicano la prevedibilità di pericoli derivanti dalle cose (cantiere aperto) e da persone estranee alla scuola e non conosciute dalla direzione didattica, ma autorizzate a circolare liberamente per il compimento della loro attività.

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Onere della prova tra vittima di caduta accidentale e soggetto destinatario dell’obbligo di custodia

13 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Danno cagionato da cose in custodia

Il nesso di causalità rilevante nella fattispecie del danno cagionato da cose in custodia e' quello in ragione del quale ricorra la duplice condizione che il fatto costituisca un antecedente necessario dell'evento, nel senso che quest'ultimo rientri tra le conseguenze normali ed ordinarie di esso, e che l'antecedente medesimo non sia poi neutralizzato, sul piano causale, dalla sopravvenienza di circostanze da sole idonee a determinare l'evento. Qualora il danneggiato provi l'evento dannoso e le condizioni peculiari della cosa che l'ha provocato, dimostrando di essere caduto mentre scendeva dalla scala avente le caratteristiche di cui si e' detto, ubicata in un pubblico edificio, spetta al soggetto obbligato alla custodia del bene dimostrare l'imprevedibilità' oggettiva ovvero l'eccezionalità' del comportamento della vittima, ovvero l'intervento di un fatto estraneo interruttivo di quel nesso eziologico, perché da solo idoneo a provocare l'evento, anche in mancanza di quei presidi antinfortunistici in astratto reputati necessari.

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Responsabilità del gestore di un impianto sportivo

13 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Danno cagionato da cose in custodia

Il proprietario o gestore di un campo di gioco è responsabile, ai sensi dell'articolo 2051 c.c., degli infortuni occorsi ai fruitori di quest'ultimo, ove non alleghi e non provi l'elisione del nesso causale tra la cosa e l'evento, quale può aversi, in un contesto di rigoroso rispetto di eventuali normative esistenti o comunque di una concreta configurazione della cosa in condizioni tali da non essere in grado di nuocere normalmente ai suoi fruitori, nell'eventualità' di accadimenti imprevedibili ed ascrivibili al fatto del danneggiato stesso - tra i quali una sua imperizia o imprudenza - o di terzi.

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La svolta storica: la tabella del tribunale di Milano elevata a criterio di equità nazionale

13 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Cass. civ.

Tabella del Tribunale di Milano

Poiché l'equità va intesa anche come parità di trattamento, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell'integrità psico-fisica presuppone l'adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l'art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto. Va qui chiarito che l’avere assunto, con operazione di natura sostanzialmente ricognitiva, la tabella milanese a parametro in linea generale attestante la conformità della valutazione equitativa del danno in parola alle disposizioni di cui agli artt. 1226 e 1256, comma 1, c.c. non comporterà la ricorribilità in Cassazione, per violazione di legge, delle sentenze d’appello che abbiano liquidato il danno in base a diverse tabelle per il solo fatto che non sia stata applicata la tabella di Milano e che la liquidazione sarebbe stata di maggiore entità se fosse stata effettuata sulla base dei valori da quella indicati. Occorrerà che il ricorrente si sia specificamente doluto in secondo grado, sotto il profilo della violazione di legge, della mancata liquidazione del danno in base ai valori delle tabelle elaborate a Milano In tanto, dunque, la violazione della regula iuris potrà essere fatta valere in sede di legittimità ex art. 360, n.3, c.p.c., in quanto la questione sia stata specificamente posta nel giudizio di merito.

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Danno ai congiunti del macroleso: criteri di personalizzazione

13 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Danno da lesione del rapporto parentale

Nell’ipotesi di lesione del rapporto parentale ai congiunti della vittima che abbia riportato lesioni gravissime, spetta al giudice che si avvalga per la liquidazione del danno delle tabelle in uso presso il tribunale di Milano, procedere ad una adeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico, valutando nella loro effettiva consistenza le sofferenze ,fisiche e psichiche patite dal soggetto leso onde pervenire al ristoro del danno nella sua interezza. Qualora venga accertato che la lesione abbia comportato il venir meno di qualunque relazione di sorta all'interno del vincolo coniugale e parentale, si da frustrare ogni progettualità della vita futura sia tra i coniugi che nei confronti della prole, il pregiudizio lamentato deve essere personalizzato, sotto il profilo della perdita del rapporto parentale, alla stessa stregua e con gli stessi criteri adottati da questo Tribunale in caso di morte del coniuge.

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Esecuzione forzata ed equa riparazione per l’eccessiva durata dei processi: le Sezioni Unite si conformano, ma solo in parte, alla giurisprudenza della Corte europea

07 Maggio 2014 | di Rosaria Giordano

Eccessiva durata del processo

In tema di equa riparazione, allorquando, nel processo civile o amministrativo, sia fatta valere dinanzi al giudice una situazione giuridica soggettiva sostanziale di vantaggio e questa sia stata riconosciuta al suo titolare con decisione definitiva e obbligatoria (c.d. fase processuale della cognizione) e, tuttavia, tale decisione non sia stata spontaneamente ottemperata dall'obbligato e il titolare abbia scelto di promuovere l'esecuzione del titolo così ottenuto (c.d. fase processuale dell'esecuzione forzata o dell'ottemperanza), la garanzia costituzionale d'effettività della tutela giurisdizionale e l'art. 6, par. 1, CEDU impongono di considerare tale articolato e complesso procedimento come un unico processo scandito da fasi consequenziali e complementari. (Massima ufficiale).

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Cessione del credito da risarcimento del danno non patrimoniale

07 Maggio 2014 | di Giuseppe Fiengo

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il diritto di credito relativo al risarcimento del danno non patrimoniale, così come risulta trasmissibile "iure hereditatis", può anche formare oggetto di cessione per atto "inter vivos", non presentando carattere strettamente personale.

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Atti sessuali compiuti da un’insegnante su minorenne: liquidazione dei danni non patrimoniali sofferti da persona offesa da reato e dai genitori

07 Maggio 2014 | di Rossella Esther Cerchia

Risarcimento del danno da violenza sessuale

I genitori della persona offesa dal reato di atti sessuali con minorenne, pur non essendo vittime primarie dell’illecito penale, abbiano diritto iure proprio al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi del combinato disposto degli artt. 185 c.p. e 2059 c.c

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