Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Responsabilità del gestore di un impianto sportivo

13 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Danno cagionato da cose in custodia

Il proprietario o gestore di un campo di gioco è responsabile, ai sensi dell'articolo 2051 c.c., degli infortuni occorsi ai fruitori di quest'ultimo, ove non alleghi e non provi l'elisione del nesso causale tra la cosa e l'evento, quale può aversi, in un contesto di rigoroso rispetto di eventuali normative esistenti o comunque di una concreta configurazione della cosa in condizioni tali da non essere in grado di nuocere normalmente ai suoi fruitori, nell'eventualità' di accadimenti imprevedibili ed ascrivibili al fatto del danneggiato stesso - tra i quali una sua imperizia o imprudenza - o di terzi.

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La svolta storica: la tabella del tribunale di Milano elevata a criterio di equità nazionale

13 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Cass. civ.

Tabella del Tribunale di Milano

Poiché l'equità va intesa anche come parità di trattamento, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell'integrità psico-fisica presuppone l'adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l'art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto. Va qui chiarito che l’avere assunto, con operazione di natura sostanzialmente ricognitiva, la tabella milanese a parametro in linea generale attestante la conformità della valutazione equitativa del danno in parola alle disposizioni di cui agli artt. 1226 e 1256, comma 1, c.c. non comporterà la ricorribilità in Cassazione, per violazione di legge, delle sentenze d’appello che abbiano liquidato il danno in base a diverse tabelle per il solo fatto che non sia stata applicata la tabella di Milano e che la liquidazione sarebbe stata di maggiore entità se fosse stata effettuata sulla base dei valori da quella indicati. Occorrerà che il ricorrente si sia specificamente doluto in secondo grado, sotto il profilo della violazione di legge, della mancata liquidazione del danno in base ai valori delle tabelle elaborate a Milano In tanto, dunque, la violazione della regula iuris potrà essere fatta valere in sede di legittimità ex art. 360, n.3, c.p.c., in quanto la questione sia stata specificamente posta nel giudizio di merito.

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Danno ai congiunti del macroleso: criteri di personalizzazione

13 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Danno da lesione del rapporto parentale

Nell’ipotesi di lesione del rapporto parentale ai congiunti della vittima che abbia riportato lesioni gravissime, spetta al giudice che si avvalga per la liquidazione del danno delle tabelle in uso presso il tribunale di Milano, procedere ad una adeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico, valutando nella loro effettiva consistenza le sofferenze ,fisiche e psichiche patite dal soggetto leso onde pervenire al ristoro del danno nella sua interezza. Qualora venga accertato che la lesione abbia comportato il venir meno di qualunque relazione di sorta all'interno del vincolo coniugale e parentale, si da frustrare ogni progettualità della vita futura sia tra i coniugi che nei confronti della prole, il pregiudizio lamentato deve essere personalizzato, sotto il profilo della perdita del rapporto parentale, alla stessa stregua e con gli stessi criteri adottati da questo Tribunale in caso di morte del coniuge.

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Esecuzione forzata ed equa riparazione per l’eccessiva durata dei processi: le Sezioni Unite si conformano, ma solo in parte, alla giurisprudenza della Corte europea

07 Maggio 2014 | di Rosaria Giordano

Eccessiva durata del processo

In tema di equa riparazione, allorquando, nel processo civile o amministrativo, sia fatta valere dinanzi al giudice una situazione giuridica soggettiva sostanziale di vantaggio e questa sia stata riconosciuta al suo titolare con decisione definitiva e obbligatoria (c.d. fase processuale della cognizione) e, tuttavia, tale decisione non sia stata spontaneamente ottemperata dall'obbligato e il titolare abbia scelto di promuovere l'esecuzione del titolo così ottenuto (c.d. fase processuale dell'esecuzione forzata o dell'ottemperanza), la garanzia costituzionale d'effettività della tutela giurisdizionale e l'art. 6, par. 1, CEDU impongono di considerare tale articolato e complesso procedimento come un unico processo scandito da fasi consequenziali e complementari. (Massima ufficiale).

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Cessione del credito da risarcimento del danno non patrimoniale

07 Maggio 2014 | di Giuseppe Fiengo

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il diritto di credito relativo al risarcimento del danno non patrimoniale, così come risulta trasmissibile "iure hereditatis", può anche formare oggetto di cessione per atto "inter vivos", non presentando carattere strettamente personale.

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Atti sessuali compiuti da un’insegnante su minorenne: liquidazione dei danni non patrimoniali sofferti da persona offesa da reato e dai genitori

07 Maggio 2014 | di Rossella Esther Cerchia

Risarcimento del danno da violenza sessuale

I genitori della persona offesa dal reato di atti sessuali con minorenne, pur non essendo vittime primarie dell’illecito penale, abbiano diritto iure proprio al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi del combinato disposto degli artt. 185 c.p. e 2059 c.c

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Danno da black out: la Cassazione esclude la risarcibilità del danno non patrimoniale

07 Maggio 2014 | di Marta Cenini

Danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale (in generale)

Il danno non patrimoniale, derivante dalla lesione dei diritti inviolabili della persona, come tali costituzionalmente garantiti, è risarcibile – sulla base di una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c. - anche quando non sussista un fatto-reato, né ricorre alcune delle altre ipotesi in cui la legge consente espressamente il ristoro dei pregiudizi non patrimoniali, a tre condizioni: a) che l'interesse leso - e non il pregiudizio sofferto - abbia rilevanza costituzionale; b) che la lesione dell'interesse sia grave, nel senso che l'offesa superi una soglia minima di tollerabilità; c) che il danno non sia futile, vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi, ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita e alla felicità. [massima non ufficiale]. “Non è risarcibile il danno non patrimoniale subito dall'utente in conseguenza dell'interruzione della somministrazione di energia elettrica addebitabile al gestore della rete di distribuzione, ove la parte non indichi, né provi, quale sia lo specifico diritto inviolabile costituzionalmente garantito, leso in modo serio”[massima non ufficiale]. Cass. civ., sez. VI, sent., 28 febbraio 2013 n. 5096

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Il danno non patrimoniale iure proprio da lesione del rapporto parentale lamentato dai congiunti residenti all'estero: oneri della prova, presunzioni

05 Maggio 2014 | di Marco Rodolfi

Danno da lesione del rapporto parentale

La domanda di risarcimento del danno non patrimoniale proposta dai fratelli unilaterali, residenti all'estero, di una persona deceduta in conseguenza di un sinistro stradale avvenuto in Italia, in difetto del requisito della coabitazione, e di qualsivoglia allegazione e principio di prova circa le effettive abitudini, frequentazioni e relazioni familiari tra loro ed il de cuius, dovrà essere respinta. La domanda di risarcimento del danno non patrimoniale proposta dal padre, residente all'estero, di una persona deceduta in conseguenza di un sinistro stradale avvenuto in Italia, in difetto del requisito della coabitazione, e di qualsivoglia allegazione e principio di prova circa le effettive abitudini, frequentazioni e relazioni familiari tra lui ed il de cuius, dovrà essere accolta con la liquidazione di una somma inferiore ai valori monetari minimi previsti dalle Tabelle di Milano.

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Prova del danno non patrimoniale

04 Maggio 2014 | di Paolo Vinci

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

Il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza, che deve essere allegato e provato.

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Valore della consulenza tecnica nei giudizi di responsabilità medica

04 Maggio 2014 | di Paolo Vinci

Responsabilità del CTU

Quando i fatti da accertare necessitano di specifiche conoscenze tecniche, il giudice può affidare al consulente non solo l’incarico di valutare i fatti accertati (consulente deducente), ma anche quello di accertare i fatti stessi (consulente percipiente); in tale ultimo caso la consulenza costituisce essa stessa fonte oggettiva di prova ed è necessario e sufficiente che la parte deduca il fatto che pone a fondamento del suo diritto e che il giudice ritenga che l’accertamento richieda specifiche cognizioni tecniche.

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