Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Validità ed efficacia di clausole relative all'oggetto di contratto assicurativo in mancanza di approvazione scritta

05 Febbraio 2015 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Assicurazione della responsabilità civile

“Le clausole relative al contenuto e ai limiti della garanzia assicurativa, attenendo alla specificazione dell'oggetto del contratto, sono pienamente valide ed efficaci anche se non sono state specificamente approvate per iscritto ai sensi dell'art. 1341 c.c.”.

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Onere della prova nel risarcimento del danno da demansionamento

05 Febbraio 2015 | di Francesco Meiffret

Demansionamento

Il prestatore di lavoro che chieda la condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno per demansionamento deve fornire la prova dell'esistenza di tale danno, prova che costituisce presupposto indispensabile per procedere ad una valutazione equitativa e che può essere fornita anche a mezzo di presunzioni relative alla natura, all'entità, alla durata del demansionamento e alle circostanze del caso concreto

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La condotta dell’avvocato: doveri di informativa e parametri di diligenza esigibile

04 Febbraio 2015 | di Renato Fedeli

Responsabilità dell'avvocato

Le obbligazioni inerenti all’esercizio dell’attività professionale sono, di regola, obbligazioni di mezzi e non di risultato, in quanto il professionista, assumendo l’incarico, si impegna a prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato, ma non a conseguirlo. Conseguentemente, il mancato conseguimento di un risultato utile non vale di per sé a costituire inadempimento o a determinare il sorgere della sua responsabilità. Ai fini del giudizio di responsabilità nei confronti del professionista, rilevano le modalità dello svolgimento della sua attività in relazione al parametro della diligenza fissato dall’art. 1176, comma 2, c.c., che è quello della diligenza del professionista di media attenzione e preparazione, anche con riguardo alla natura dell’attività esercitata, salvo che l’esecuzione della prestazione non involga la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà poiché, in tal caso, rileverebbero solo il dolo o la colpa grave.

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Diffamazione di un magistrato in un esposto: diritto di critica dell’attività giudiziaria e risarcimento del danno non patrimoniale

02 Febbraio 2015 | di Martina Flamini

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

Nel contemperamento tra libertà di opinione e attività giurisdizionale deve ritenersi consentita una critica, anche aspra e polemica, a fronte di decisioni opinabili, purché essa non trasmodi in un attacco personale e gratuito alla dignità umana e professionale, alla reputazione e alla stima di cui gode il magistrato nel proprio ambiente di lavoro. Affermare che il magistrato rappresenta un elemento di pericolo per la giustizia italiana e che la sua attività è funzionale ad interessi solo di alcune categorie di persone implica la radicale negazione del suo ruolo istituzionale ed esprime di per sé una valenza diffamatoria. Il danno risarcibile deve ritenersi sussistente in re ipsa e lo stesso può essere ristorato senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova della sua esistenza, appartenendo esso alla regolarità causale in ragione della stessa natura del fenomeno in considerazione.

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Ammissibilità dell'appello incidentale «trasversale»

30 Gennaio 2015 | di Mauro Di Marzio

Assicurazione della responsabilità civile

L'appello col quale la vittima di un fatto illecito chieda un più cospicuo risarcimento del danno espone il responsabile, che sia anche assicurato contro i rischi della responsabilità civile, all'eventualità che in caso di accoglimento del gravame il massimale assicurato risulti incapiente. Ne consegue che quell'appello, facendo sorgere un interesse altrimenti insussistente, legittima l'assicurato-danneggiante a proporre appello incidentale tardivo autonomo, anche nei confronti di capi della sentenza non impugnati con l'appello principale, ovvero nei confronti di parti diverse dall'appellante principale

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Lo “stallo” nell’accertamento del nesso causale: la soluzione della Cassazione

28 Gennaio 2015 | di Daniela Zorzit

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

Laddove la morte del paziente sia tecnicamente riconducibile a più fattori dotati di pari efficacia eziologica, tra cui figuri anche la condotta negligente del sanitario, e non sia possibile stabilire quale di essi abbia effettivamente provocato l’evento, la situazione di stallo in punto nesso causale va risolta in base alle regole sul riparto degli oneri. Ne consegue che l’incertezza graverà sul debitore convenuto (medico / ente ospedaliero) che sarà ritenuto responsabile laddove non abbia provato che il proprio inadempimento non ha provocato il decesso.

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Danno all’immagine e alla reputazione da inadempimento dell’avvocato

27 Gennaio 2015 | di Antonio Scalera

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

“L’avvocato che non informa il cliente della possibilità di raggiungere un accordo stragiudiziale non adempie in modo diligente alle obbligazioni sul medesimo gravanti e risponde dei danni anche non patrimoniali che ne siano derivati (quali, ad esempio, quello da lesione dell’immagine e della reputazione conseguito al pignoramento del conto corrente bancario)”.

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Incidente mortale in Italia: con «Roma II» quale danno non patrimoniale per i congiunti residenti all’estero?

26 Gennaio 2015 | di Marco Bona

Sinistri stradali: applicazione del Regolamento Roma II

Sulla base dell’ art. 4, comma 1, del Regolamento CE n.864/2007, in tema di risarcimento del danno non patrimoniale, a favore dei congiunti residenti all’estero, per il decesso di persona a seguito di sinistro stradale verificatosi in Italia, si applica la legge del paese in cui il danno si verifica, indipendentemente dal paese nel quale è avvenuto il fatto che ha dato origine al danno e a prescindere dal paese o dai paesi in cui si verificano le conseguenze indirette di tale fatto. La norma va interpretata nel senso che il danno da perdita del rapporto parentale si verifica nel luogo in cui i congiunti-attori vivono, ovvero nel luogo in cui gli stessi hanno patito il dolore della perdita.

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La responsabilità dell’appaltatore si estende anche al venditore/appaltante del bene immobile

23 Gennaio 2015 | di Filippo Rosada

Responsabilità negli appalti privati

Nei confronti del venditore di bene immobile si estende la responsabilità per gravi difetti ex art. 1669 c.c. quando vi sia una sua ingerenza tale da rendere l’appaltatore un nudus minister. Se le problematiche riconducibili alla fattispecie dell’art. 1669 c.c. riguardano parti comuni condominiali, la legittimazione all’attivazione della tutela spetta anche ai singoli condomini, senza che si venga a creare una situazione di litisconsorzio necessario. Il dies a quo del termine di decorrenza per la denuncia del pericolo di rovina o di gravi difetti decorre dalla data di deposito della relazione del consulente del giudice nominato in sede di accertamento tecnico preventivo, se non dalla comunicazione della cancelleria del relativo esito.

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La responsabilità del fornitore di gas: scoppio di immobile storico e conseguenti danni a cose

22 Gennaio 2015 | di Filippo Rosada

Esercente attività pericolose

Il danno patrimoniale per la distruzione di un immobile di pregio per una fuga di gas comprende: il costo per la ricostruzione che in considerazione del tipo di immobile, può essere valutato senza tenere in conto le migliorie ma senza valutare il deprezzamento del degrado d’uso e vetustà, oltre agli oneri fiscali e i costi relativi ai professionisti; il valore dei beni contenuti nella palazzina che in mancanza di prova del valore del singolo bene, deve essere liquidato in via equitativa; il lucro cessante per i canoni di locazione non goduti per i soli contratti registrati. Il danno non patrimoniale, può essere riconosciuto. Legittimati attivi sono tutti i membri della famiglia.

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