Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il risarcimento del danno per la morte del figlio: danno biologico iure hereditatis e danno non patrimoniale iure proprio

26 Novembre 2014 | di Lorenzo Vismara

Danno tanatologico

In tema di danno da perdita della vita, nel caso in cui intercorra un apprezzabile lasso di tempo tra le lesioni colpose e la morte causata dalle stesse, è configurabile un danno biologico risarcibile, da liquidarsi in relazione alla menomazione della integrità fisica patita dal danneggiato sino al decesso. Tale danno, qualificabile come danno “biologico terminale”, dà luogo ad una pretesa risarcitoria, trasmissibile “iure hereditatis”, da commisurare soltanto all'inabilità temporanea, adeguando tuttavia la liquidazione alle circostanze del caso concreto ossia al fatto che, se pur temporaneo, tale danno è massimo nella sua intensità ed entità, tanto che la lesione alla salute non è suscettibile di recupero ed esita, anzi, nella morte.

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L'intervento dell'assicuratore del danneggiato nelle cause promosse contro l'assicuratore del responsabile

24 Novembre 2014 | di Mauro Di Marzio

Azione diretta

Nella causa di risarcimento da sinistro stradale promossa dal danneggiato contro l'assicuratore del responsabile, quando ricorrono i presupposti per l’applicazione della procedura di risarcimento diretto, è inammissibile l'intervento volontario dell'assicuratore del danneggiato.

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Morte conseguita alle lesioni dopo 83 giorni: agli eredi va liquidato il danno biologico permanente

21 Novembre 2014 | di Mauro Di Marzio

Danno biologico permanente

Nel caso di morte conseguita dopo 83 giorni alle lesioni riportate dalla vittima di un sinistro stradale, al fine di evitare la disparità di trattamento che altrimenti si verificherebbe nei confronti di chi, dopo aver riportato un danno permanente, sopravviva, si deve riconoscere agli eredi del defunto il danno biologico permanente da quest’ultimo patito, parametro però non alla vita media bensì all’effettivo periodo di vita che la vittima ha vissuto dopo il sinistro.

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Giudicato penale ed autonomia del giudice civile ai fini della graduazione di responsabilità

21 Novembre 2014 | di Luigi Levita

Giudicato penale e risarcimento del danno

“Se il giudice civile è vincolato dall'accertamento dei fatti come ricostruiti in sede penale a seguito di istruttoria, in ogni caso la valutazione di essi ai fini della graduazione della responsabilità resta demandata al libero apprezzamento del giudice civile”. “Non può essere liquidato il danno c.d. catastrofale - inteso come danno morale connesso con la consapevolezza della prossimità ed inevitabilità dell'exitus, laddove il danneggiato sia caduto in coma irreversibile nell'immediatezza dell’evento”.

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Il principio dell’unitarietà del danno non patrimoniale e la riduzione della capacità lavorativa specifica

19 Novembre 2014 | di Vincenzo Papagni

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il danno non patrimoniale da lesione della salute costituisce una categoria ampia ed omnicomprensiva, nella cui liquidazione il giudice deve tenere conto di tutti i pregiudizi concretamente patiti dalla vittima, ma senza duplicare il risarcimento attraverso l’attribuzione di nomi diversi a pregiudizi identici. Ne consegue che è inammissibile, perché costituisce una duplicazione risarcitoria, la congiunta attribuzione alla vittima di lesioni personali, ove derivanti da reato, del risarcimento sia per il danno biologico, sia per il danno morale, inteso quale sofferenza soggettiva, il quale costituisce necessariamente una componente del primo (posto che qualsiasi lesione della salute implica necessariamente una sofferenza fisica o psichica), come pure la liquidazione del danno biologico separatamente da quello cosiddetto estetico, da quello alla vita di relazione e da quello cosiddetto esistenziale.

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Il danno esistenziale da perdita parentale non costituisce una voce autonoma rispetto al danno morale

14 Novembre 2014 | di Donatella Salari

Danno da perdita del rapporto parentale

“Nella liquidazione del danno non patrimoniale da perdita della relazione parentale va considerata la onnicomprensività della lesione tenendo conto dei valori di rango costituzionale che sono stati compromessi dal fatto illecito. Ne consegue che solo in tal caso il pregiudizio sarà ristorabile a mente dell’art. 2049 c.c. senza che sia configurabile un rilievo autonomo del c.d. danno esistenziale che, al di fuori della lesioni di diritti inviolabili della persona, non determina alcun danno risarcibile”.

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Consenso informato, sintesi di due diritti fondamentali: diritto all’autodeterminazione e alla salute

12 Novembre 2014 | di Paolo Vinci

Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale

“In presenza di un atto terapeutico necessario e correttamente eseguito in base alle regole d’arte, dal quale siano derivate conseguenze dannose per la salute, ove tale intervento non sia stato preceduto da un’adeguata informazione del paziente circa i possibili effetti pregiudizievoli non imprevedibili, il medico può essere chiamato a risarcire il danno alla salute solo se il paziente dimostri, anche tramite presunzioni, che, ove compiutamente informato, egli avrebbe verosimilmente rifiutato l’intervento, non potendo altrimenti ricondursi all'inadempimento dell’obbligo di informazione alcuna rilevanza causale sul danno alla salute”.

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Responsabilità del committente per danno a terzi: presupposti e limiti

10 Novembre 2014 | di Antonio Zabbia

Responsabilità dei padroni e dei committenti

Attesa l’autonomia che contraddistingue la posizione dell’appaltatore nell’ambito del contratto di appalto, costui è, di regola, esclusivo responsabile dei danni cagionati a terzi nella realizzazione dell’opera o del servizio cui si è obbligato, salve le ipotesi di ingerenza del committente con direttive vincolanti o di presenza degli estremi della culpa in eligendo, la quale si verifica se il compimento dell’opera o del servizio sono stati affidati ad un’impresa appaltatrice priva della capacità e dei mezzi tecnici indispensabili per eseguire la prestazione oggetto del contratto senza che si determinino situazioni di pericolo per i terzi. Al fine della configurazione di una culpa in eligendo, l’accertamento in sé del ridotto numero di dipendenti dell’appaltatore, ove non adeguatamente posto in relazione con la specificità delle opere oggetto dell’appalto, l’assenza in cantiere del responsabile della sicurezza e la limitata presenza del direttore dei lavori, non sono elementi sufficienti a far ritenere che l’impresa scelta sia incapace di eseguire i lavori appaltati.

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Elementi di personalizzazione del danno non patrimoniale da perdita/lesione del rapporto parentale

05 Novembre 2014 | di Elena Merlo

Danno da perdita del rapporto parentale

“In materia di danno non patrimoniale lamentato dai prossimi congiunti della vittima di un illecito mortale, colui che, tra costoro, si dolga dell'inadeguatezza della liquidazione del danno a suo favore rispetto a quella operata in favore di taluno degli altri ha l'onere di allegare, in sede di impugnazione, quali fossero le circostanze di fatto idonee a consentire quella personalizzazione del pregiudizio subìto che si assume, invece, essere stata omessa da parte del giudice di merito”.

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Responsabilità della scuola per lesioni subite dall'alunno durante una partita di calcio

24 Ottobre 2014 | di Mauro Di Marzio

Responsabilità dei precettori

In tema di responsabilità del Ministero dell'istruzione per le lesioni subite da un alunno nel corso di una partita di calcio giocata a scuola, va respinta la domanda da questi spiegata in difetto di alcun elemento, positivamente acquisito agli atti di causa, idoneo a fondare un addebito di culpa in vigilando, o di omissione di doverose e specifiche cautele di sorveglianza, nei confronti del personale docente cui al momento del sinistro l'alunno era affidato.

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