Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Lo “stallo” nell’accertamento del nesso causale: la soluzione della Cassazione

28 Gennaio 2015 | di Daniela Zorzit

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

Laddove la morte del paziente sia tecnicamente riconducibile a più fattori dotati di pari efficacia eziologica, tra cui figuri anche la condotta negligente del sanitario, e non sia possibile stabilire quale di essi abbia effettivamente provocato l’evento, la situazione di stallo in punto nesso causale va risolta in base alle regole sul riparto degli oneri. Ne consegue che l’incertezza graverà sul debitore convenuto (medico / ente ospedaliero) che sarà ritenuto responsabile laddove non abbia provato che il proprio inadempimento non ha provocato il decesso.

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Danno all’immagine e alla reputazione da inadempimento dell’avvocato

27 Gennaio 2015 | di Antonio Scalera

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

“L’avvocato che non informa il cliente della possibilità di raggiungere un accordo stragiudiziale non adempie in modo diligente alle obbligazioni sul medesimo gravanti e risponde dei danni anche non patrimoniali che ne siano derivati (quali, ad esempio, quello da lesione dell’immagine e della reputazione conseguito al pignoramento del conto corrente bancario)”.

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Incidente mortale in Italia: con «Roma II» quale danno non patrimoniale per i congiunti residenti all’estero?

26 Gennaio 2015 | di Marco Bona

Sinistri stradali: applicazione del Regolamento Roma II

Sulla base dell’ art. 4, comma 1, del Regolamento CE n.864/2007, in tema di risarcimento del danno non patrimoniale, a favore dei congiunti residenti all’estero, per il decesso di persona a seguito di sinistro stradale verificatosi in Italia, si applica la legge del paese in cui il danno si verifica, indipendentemente dal paese nel quale è avvenuto il fatto che ha dato origine al danno e a prescindere dal paese o dai paesi in cui si verificano le conseguenze indirette di tale fatto. La norma va interpretata nel senso che il danno da perdita del rapporto parentale si verifica nel luogo in cui i congiunti-attori vivono, ovvero nel luogo in cui gli stessi hanno patito il dolore della perdita.

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La responsabilità dell’appaltatore si estende anche al venditore/appaltante del bene immobile

23 Gennaio 2015 | di Filippo Rosada

Responsabilità negli appalti privati

Nei confronti del venditore di bene immobile si estende la responsabilità per gravi difetti ex art. 1669 c.c. quando vi sia una sua ingerenza tale da rendere l’appaltatore un nudus minister. Se le problematiche riconducibili alla fattispecie dell’art. 1669 c.c. riguardano parti comuni condominiali, la legittimazione all’attivazione della tutela spetta anche ai singoli condomini, senza che si venga a creare una situazione di litisconsorzio necessario. Il dies a quo del termine di decorrenza per la denuncia del pericolo di rovina o di gravi difetti decorre dalla data di deposito della relazione del consulente del giudice nominato in sede di accertamento tecnico preventivo, se non dalla comunicazione della cancelleria del relativo esito.

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La responsabilità del fornitore di gas: scoppio di immobile storico e conseguenti danni a cose

22 Gennaio 2015 | di Filippo Rosada

Esercente attività pericolose

Il danno patrimoniale per la distruzione di un immobile di pregio per una fuga di gas comprende: il costo per la ricostruzione che in considerazione del tipo di immobile, può essere valutato senza tenere in conto le migliorie ma senza valutare il deprezzamento del degrado d’uso e vetustà, oltre agli oneri fiscali e i costi relativi ai professionisti; il valore dei beni contenuti nella palazzina che in mancanza di prova del valore del singolo bene, deve essere liquidato in via equitativa; il lucro cessante per i canoni di locazione non goduti per i soli contratti registrati. Il danno non patrimoniale, può essere riconosciuto. Legittimati attivi sono tutti i membri della famiglia.

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Chiarimenti della Corte di Cassazione sulla ragionevole durata del processo “normativamente presunta”

20 Gennaio 2015 | di Rosaria Giordano

Eccessiva durata del processo

In tema di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo, l'art. 2, comma 2-ter, della legge 24 marzo 2001, n. 89, secondo cui detto termine si considera comunque rispettato se il giudizio viene definito in modo irrevocabile in un tempo non superiore a sei anni, costituisce norma di chiusura che implica una valutazione complessiva del giudizio articolato nei tre gradi, e non opera, pertanto, con riguardo ai processi che si esauriscono in unico grado.

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Danno non patrimoniale: un rotondo «no» alle duplicazioni risarcitorie

19 Gennaio 2015 | di Mauro Di Marzio

Danno biologico permanente

Il grado di invalidità permanente espresso da un baréme medico legale esprime la misura in cui il pregiudizio alla salute incide su tutti gli aspetti della vita quotidiana della vittima. Pertanto, una volta liquidato il danno biologico convertendo in denaro il grado di invalidità permanente, una liquidazione separata del danno estetico, alla vita di relazione, alla vita sessuale, è possibile soltanto in presenza di circostanze specifiche ed eccezionali, le quali rendano il danno concreto più grave, sotto gli aspetti indicati, rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti dai pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età. Tali circostanze debbono essere tempestivamente allegate dal danneggiato, ed analiticamente indicate nella motivazione, senza rifugiarsi in formule di stile o stereotipe del tipo «tenuto conto della gravità delle lesioni».

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Lite temeraria: colpa grave del soccombente e prova del danno

15 Gennaio 2015 | di Rosaria Giordano

Trib. Roma

Responsabilità processuale aggravata e danno punitivo

Ai fini della condanna per lite temeraria, la debolezza delle difese della parte e la necessaria consapevolezza che, in base alle circostanze del caso concreto, la stessa doveva avere del reale svolgimento dei fatti, sono elementi idonei a far ritenere l’azione promossa o la resistenza in giudizio portata avanti, se non con mala fede, almeno con colpa grave.

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Il danno non patrimoniale va sempre provato e per lievi lesioni è escluso il diritto del congiunto al risarcimento

14 Gennaio 2015 | di Vincenzo Papagni

Danno da lesione del rapporto parentale

Anche quando il fatto illecito integra gli estremi del reato, la sussistenza del danno non patrimoniale non può mai essere ritenuta in re ipsa, ma va sempre debitamente allegata e provata da chi lo invoca, anche attraverso presunzioni semplici. Quando la lesione della salute è assai lieve, non può configurarsi alcuna lesione del rapporto parentale. Perché ricorra quest’ultimo è infatti necessario che la vittima abbia subito lesioni seriamente invalidanti o che si sia determinato uno sconvolgimento delle normali abitudini dei superstiti, tali da imporre scelte di vita radicalmente diverse che è onere dell’attore allegare e provare.

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L'immobile locato si allaga e il conduttore se ne va: chi paga il canone?

14 Gennaio 2015 | di Mauro Di Marzio

Responsabilità per danni in condominio

In caso di allagamento di un immobile concesso in locazione, a seguito del quale il conduttore receda dal contratto, il terzo responsabile dell'allagamento è tenuto a risarcire il locatore della perdita subita, rapportata all'importo dei canoni di locazione non percepiti dal momento del rilascio dell'immobile a seguito del recesso a quello della stipulazione di un nuovo contratto di locazione

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