Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Danni al trasportato e personalizzazione media del risarcimento

29 Maggio 2015 | di Massimiliano Naso

Trib. Napoli

Risarcimento del danno non patrimoniale

La liquidazione del danno biologico va determinata sulla scorta di un criterio equitativo (tenuto conto della caratteristica del danno stesso), con applicazione dei criteri di cui all’art. 139 Cod. Ass., riportando gli importi relativi ai punti di invalidità come aggiornati dal Decreto del Ministero Sviluppo economico del 20 giugno 2014. Palesemente non meritevoli dalla tutela risarcitoria, invocata a titolo di danno esistenziale, sono i pregiudizi consistenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie ed ogni altro tipo di insoddisfazione concernente gli aspetti più disparati della vita quotidiana che ciascun conduce nel contesto sociale, ai quali ha prestato tutela invece la giustizia di prossimità.

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Nessun indennizzo per invalidità permanente nel caso di morte dell’assicurato

26 Maggio 2015 | di Vincenzo Papagni

Cass. civ.

Assicurazione sulla vita

L’espressione “invalidità permanente” designa uno stato menomativo divenuto stabile ed irremissibile, consolidatosi all’esito di un periodo di malattia: pertanto, prima della cessazione di questa, non può esistere alcuna “invalidità permanente”. Ne consegue che, ove in un contratto di assicurazione contro i rischi di malattia, sia previsto il pagamento di un indennizzo nel caso di invalidità permanente conseguente a malattia, alcun indennizzo è dovuto nel caso in cui la malattia patita dall’assicurato, senza mai pervenire a guarigione clinica, abbia esito letale.

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Responsabilità dell’amministratore di diritto per gli atti di mala gestio dell’amministratore di fatto e il ricorso al criterio del deficit fallimentare

25 Maggio 2015 | di Claudio Tatozzi , Daniele A. Cugini

App. Milano

Responsabilità dell’amministratore di società

Sussiste la responsabilità dell’amministratore di diritto di una s.r.l. per i danni causati alla società dagli atti di mala gestio compiuti in violazione dell’art. 2476 c.c., ancorché la gestione fosse affidata in concreto ad un soggetto terzo che agiva come amministratore “di fatto”. Nella liquidazione del danno risarcibile, in assenza di dati contabili (per cause imputabili all’amministratore convenuto in giudizio) che consentano di addivenire ad una quantificazione analitica, può procedersi, in via equitativa ai sensi dell’art. 1226 c.c., ricorrendo al criterio del “deficit fallimentare”.

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Variazioni nella giurisprudenza di legittimità sulla clausola claims made

21 Maggio 2015 | di Rosaria Giordano

Cass. civ.

Clausola claims made

La clausola cosiddetta "a richiesta fatta" (claims made) inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile è valida ed efficace, mentre spetta al giudice stabilire, caso per caso, con valutazione di merito, se quella clausola abbia natura vessatoria ai sensi dell'art. 1341 c.c..

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Il diritto tra il lavoro domestico e l’ordine naturale delle cose

20 Maggio 2015 | di Ilaria Pepe

Cass. civ.

Risarcimento del danno patrimoniale

Non si può negare il diritto al risarcimento del danno patrimoniale consistente nella perdita del lavoro domestico ad un soggetto maschile sul solo assunto che non rientrerebbe nell’ordine naturale delle cose che il lavoro domestico venga svolto da un uomo. Non è la natura a stabilire i criteri di riparto delle incombenze domestiche tra i coniugi (verrebbe altrimenti contraddetto il fondamentale principio giuridico di parità e pari contribuzione dei coniugi ai bisogni della famiglia, sancito dall’art. 143 c.c., commi 1 e 3). Tale suddivisione non è presunta ma è, invece, frutto di scelte soggettive e di costumi sociali.

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La prescrizione del diritto al risarcimento decorre dal momento della diligente percezione della malattia quale ingiusta conseguenza di un comportamento colposo

19 Maggio 2015 | di Rodolfo Berti

App. Milano

Danno da emotrasfusione ed emoderivati

L’individuazione del momento iniziale del decorso prescrizionale in ipotesi di fatto dannoso lungolatente, non coincide con la mera conoscibilità soggettiva da parte del danneggiato ma deve essere saldamente ancorato a due parametri obiettivi e cioè all’ordinaria diligenza con la quale il danneggiato ha avuto o avrebbe potuto avere la conoscibilità della patologia, ed al livello delle conoscenze scientifiche dell’epoca che lo avrebbero posto in condizioni di attribuirne la causa e la paternità.

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Il danno causato dall’utilizzo del braccio meccanico di una macchina operatrice rientra nella garanzia della RCA

15 Maggio 2015 | di Filippo Rosada

Cass. civ.

Assicurazione obbligatoria per veicoli a motore e natanti

La copertura assicurativa nell’ambito della RC Auto deve riguardare tutte le attività cui il veicolo è destinato e per cui lo stesso circola su strada di uso pubblico o su area equiparata. Infatti, l'art. 1 L. n. 990/1969 (al pari dell'art. 122, D.Lgs. n. 209/2005), nell'individuare l'oggetto dell'assicurazione per la R.C.A., si esprime nel senso di correlare l'obbligo assicurativo all'essere stato il veicolo posto in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a questa equiparate, ma non prevede come presupposto per l'obbligo assicurativo e, quindi, per l'operare della relativa garanzia, che il veicolo sia utilizzato in un certo modo piuttosto che in un altro.

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La Cassazione e le macchie d’olio sulla strada

14 Maggio 2015 | di Mauro Di Marzio

Cass. civ.

Danno cagionato da cose in custodia

In tema di responsabilità da cosa in custodia, la presunzione stabilita dall'art. 2051 c.c., presuppone la dimostrazione, ad opera del danneggiato, dell'esistenza del nesso causale tra cosa in custodia e fatto dannoso. Il comportamento del custode è estraneo alla struttura della menzionata norma codicistica, laddove il fondamento della sua responsabilità va ricercato nel rischio che grava su di lui per i danni prodotti dalla cosa che non dipendano da fortuito. Va pertanto confermata la responsabilità dell'Anas per un sinistro occorso ad un automobilista uscito di strada per la presenza di una macchia sull'asfalto, atteso che l'ente non aveva fornito la prova del caso fortuito.

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Danni a scuola subiti dall’alunno e riparto dell’onere della prova

14 Maggio 2015 | di Francesco Agnino

Cass. civ.

Responsabilità dei precettori

In caso di danni subiti dall'alunno a scuola, l’art. 2048 c.c. solleva il danneggiato dall'onere di provare la colpa del maestro o precettore, ma non da quello di provare la causa del danno.

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Il Tribunale di Milano conferma la responsabilità aquiliana del medico ospedaliero e fa chiarezza sul danno iatrogeno “incrementativo”

13 Maggio 2015 | di Daniela Zorzit

Trib. Milano

Responsabilità extracontrattuale nella “legge Balduzzi”

Il tenore letterale dell’art. 3, comma 1, Legge Balduzzi e l’intenzione del legislatore conducono a ritenere che la responsabilità del medico (e quella degli altri esercenti professioni sanitarie) per condotte che non costituiscono inadempimento di un contratto d’opera (diverso da quello concluso con la struttura) sia stata ricondotta dal legislatore del 2012 alla responsabilità ex art. 2043 c.c. e che, dunque, l’obbligazione risarcitoria del medico possa scaturire solo in presenza di tutti gli elementi costitutivi dell’illecito aquiliano (che il danneggiato ha l’onere di provare).

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