Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Sinistro accaduto nel periodo indicato dal certificato di assicurazione: quid iuris in caso di mancato pagamento del premio?

31 Marzo 2015 | di Mauro Di Marzio

Cass. civ.

Assicurazione obbligatoria per veicoli a motore e natanti

Il danneggiato da sinistro stradale non è tenuto ad effettuare accertamenti circa il pagamento del premio assicurativo, facendo fede per lui il certificato esposto, in quanto il rilascio di tale certificato ha efficacia costitutiva del diritto risarcitorio del danneggiato stesso, nei diretti confronti dell'assicuratore: ciò che rileva infatti è l'autenticità del contrassegno e non la validità del rapporto assicurativo.

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La caduta in condominio e l'incidenza del comportamento del danneggiato

30 Marzo 2015 | di Diego Munafò

App. Milano

Condominio e obbligo di custodia

La responsabilità del Condominio, ai sensi dell'art. 2051 del Codice civile, in relazione ai danni cagionati dalla cosa in custodia, risulta esclusa solo dal caso fortuito, che può concretarsi anche nel comportamento colposo del danneggiato, che abbia efficacia tale da interrompere il rapporto causale tra cosa ed evento. Il concorso di colpa del danneggiato rileva invece ai fini della limitazione del risarcimento, secondo l'art. 1227, comma 1, del Codice civile.

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Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito altrui decorre dalla percezione del danno

27 Marzo 2015 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Trib. Vallo della Lucania

Risarcimento del danno da diffamazione

«Colui che si sente danneggiato dall’altrui fatto illecito deve chiederne il risarcimento entro il termine di prescrizione previsto dalla legge dal momento in cui percepisca il danno e tale richiesta implicherà anche l’accertamento dell’illiceità della condotta. In base all’art. 2043 c.c. il diritto al risarcimento del danno sorge per effetto dell’esistenza del fatto illecito, e quindi della condotta (commissiva o omissiva) dell’agente, e del danno che questa condotta ha causato e non già a seguito della valutazione di illiceità del fatto che possa eventualmente seguire il verificarsi dei citati presupposti».

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Il comandante sbaglia la manovra d’attracco, ma responsabile per la morte del passeggero è il vettore marittimo

25 Marzo 2015 | di Vincenzo Papagni

Cass. civ.

Onere di allegazione e prova del danno patrimoniale e non patrimoniale

La presunzione di responsabilità che l’art. 1681 c.c., e l’art. 409 c.n., pongono a carico del vettore per i danni al viaggiatore verificatosi dall’inizio dell’imbarco al compimento dello sbarco, opera quando sia provato il nesso causale tra il sinistro occorso al viaggiatore e l’attività del vettore in esecuzione del trasporto. Il vettore resta liberato dalla responsabilità presunta a suo carico, qualora provi che l’evento dannoso, verificatosi a causa del trasporto, sia dovuto a fatto non prevedibile suo o dei suoi preposti o dipendenti, ovvero non potuto evitare nonostante l’uso della dovuta diligenza, mentre il viaggiatore ha l’onere di provare il nesso eziologico esistente tra l’evento dannoso ed il trasporto medesimo.

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Il “danno comunitario” come rimedio effettivo in caso di contratto a termine invalido con la P.A.

24 Marzo 2015 | di Marco Azzoni, Giovanni Panizza

Cass. civ.

Risarcimento del danno patrimoniale

L’art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, nella parte in cui prevede “il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative”, deve essere interpretato nel senso che la nozione di danno applicabile nella specie deve essere quella di “danno comunitario”, il cui risarcimento, in conformità con in canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione da parte della P.A. di contratti a termine, è configurabile come una sorta di sanzione ex lege a carico del datore di lavoro.

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La clausola claims made nelle polizze di responsabilità civile professionale

19 Marzo 2015 | di Paolo Vinci

Trib. Bologna

Clausola claims made

“Le clausole claims made miste o spurie – qualora non siano state specificamente approvate per iscritto e siano contenute in un modello contrattuale già predisposto all’interno di uno schema negoziale, precostituito per una serie indefinita di rapporti - sono nulle ed inefficaci, con la conseguenza che le stesse sono sostituite di diritto dall’art. 1917 c.c., in base al quale l’assicuratore è tenuto ad indennizzare i terzi dei danni subiti dall’assicurato per il sinistro accaduto durante il tempo dell’assicurazione”

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Responsabilità nell'Internet. Parametri inscindibili: hoster attivo e bilanciamento dei diritti

19 Marzo 2015 | di Deborah Bianchi

App. Milano

Responsabilità del provider

Hoster attivo e bilanciamento dei diritti in gioco declinato secondo il principio di proporzionalità sono i parametri inscindibili che l’interprete deve considerare ogni volta che tratta un’ipotetica fattispecie di responsabilità nell’Internet.

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Ricovero in casa di cura e responsabilità di plurimi debitori

17 Marzo 2015 | di Francesco Agnino

Cass. civ.

Responsabilità medica contrattuale e/o extracontrattuale

Pur quando manchi un rapporto di subordinazione o di collaborazione tra clinica e sanitario, deve ritenersi consustanziale al dovere di diligente espletamento della prestazione l’obbligo del medico di accertarsi preventivamente che la Casa di cura dove si appresta a operare sia pienamente idonea, sotto ogni profilo, ad offrire tutto ciò che serve per il sicuro e ottimale espletamento della propria attività; così come, reciprocamente la Casa di cura è obbligata a vigilare che chi si avvale della sua organizzazione sia abilitato all’esercizio della professione medica in generale e, in particolare, al compimento della specifica prestazione di volta in volta richiesta nel caso concreto.

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Risarcimento del danno da perdita della vita: in attesa delle SU la giurisprudenza di merito si divide

12 Marzo 2015 | di Filippo Martini

App. Milano

Danno tanatologico

Il risarcimento del danno non patrimoniale da perdita della vita è garantito dall’ordinamento in via primaria anche sul piano della tutela civile, presentando carattere autonomo, in ragione della diversità del bene tutelato, dal danno alla salute. Deve essere dunque risarcito il danno da perdita della vita, liquidato in via necessariamente equitativa, e quindi trasmesso agli eredi, secondo quanto stabilito nella recente sentenza della Cassazione n. 1361/2014.

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L'interruzione della prescrizione, operata nei confronti dell'assicuratore, ha effetti anche per il danneggiante assicurato

10 Marzo 2015 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Trib. Napoli

Responsabilità da circolazione di veicoli

Nei limiti dei massimali per i quali è stata stipulata l’assicurazione, si hanno due obbligazioni per la medesima prestazione (“eadem res debita”) e per la stessa causa (“eadem causa”), per cui assicuratore e danneggiante sono tenuti in solido al ristoro dei danni. Conseguentemente l’interruzione della prescrizione operata nei confronti di uno dei debitori in solido, ha effetto riguardo agli altri creditori

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