Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Criterio base per la liquidazione del danno non patrimoniale: le tabelle milanesi

10 Giugno 2014 | di Diego Munafò

Tabella del Tribunale di Milano

Nella liquidazione del danno biologico, l’adozione del criterio equitativo di cui all’art. 1226 c.c. deve garantire l’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto ed uniformità di giudizio, essendo intollerabile che danni identici possano essere liquidati in misura diversa solo perché esaminati da differenti Uffici giudiziari. A tal fine, le tabelle elaborate dall’Osservatorio sulla giustizia civile di Milano garantiscono uniformità di trattamento ed equità sostanziale, poiché largamente utilizzate sul territorio nazionale ed inclusive di ampi margini per la personalizzazione, che consentono di adeguare il risarcimento al pregiudizio concretamente subito dal danneggiato.

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Il trauma subito dai genitori per la imprevista malformazione del neonato è danno in ogni caso risarcibile dal medico che abbia omesso l’informazione dell’anomalia del feto

10 Giugno 2014 | di Rodolfo Berti

Danno da nascita indesiderata

Qualora il medico ometta di informare la paziente delle malformazioni congenite del feto, ove non sia provata la sussistenza di tutti gli elementi integrativi della fattispecie per il legittimo esercizio del diritto di interrompere la gravidanza (ivi compresa l’effettiva volontà della madre di avvalersi di tale diritto), non può essere preso in esame il risarcimento del danno conseguente alla nascita indesiderata mentre invece viene in considerazione il danno non patrimoniale per il trauma subito da entrambi i genitori per essersi trovati senza alcuna preparazione psicologica di fronte alla realtà di un figlio affetto da una grave e totalmente invalidante malformazione.

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La responsabilità del medico in assenza di contratto d’opera professionale dopo la legge Balduzzi

30 Maggio 2014 | di Paolo Vinci

Responsabilità extracontrattuale nella “legge Balduzzi”

“Ove l’attore agisca anche nei confronti del medico, senza allegare l’esistenza di un contratto d’opera professionale con lui concluso, deve ritenersi che il rapporto che si instaura con la struttura sanitaria sia contrattuale, mentre il rapporto con il medico sia di natura extracontrattuale […]”.

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Condizioni di proponibilità dell’azione giudiziaria diretta contro l’impresa di assicurazione

26 Maggio 2014 | di Filippo Martini

Rivalsa nei confronti della impresa di assicurazione del responsabile

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 145, comma 1, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 24, 32, 76, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione agli articoli 6, paragrafo 1, e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848, dal Giudice di pace di Roma, con l’ordinanza di cui in epigrafe; Tale disposizione risulta infatti afferente alla ratio normativa che ha ispirato il Codice stesso che è in realtà quella di rafforzare, e non già quella di indebolire, le possibilità di difesa offerte al danneggiato, attraverso il raccordo, come detto, dell’onere di diligenza, a suo carico, con l’obbligo di cooperazione imposto all’assicuratore. Il quale, proprio in ragione della prescritta specificità di contenuto della istanza risarcitoria, non potrà agevolmente o pretestuosamente disattenderla, essendo tenuto alla formulazione di una proposta adeguata nel quantum.

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Le radici di un albero sul margine della strada non costituiscono insidia in caso di negligenza e violazione delle norme della circolazione stradale

26 Maggio 2014 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Insidia, trabocchetto

Il caso fortuito, cui fa riferimento l’art. 2051 c.c., deve intendersi nel senso più ampio, comprensivo del fatto del terzo e del fatto dello stesso danneggiato. Nel caso in cui l’evento di danno sia da ascrivere esclusivamente alla condotta del danneggiato, la quale abbia interrotto il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, si verifica un’ipotesi di caso fortuito che libera il custode dalla responsabilità di cui all'art. 2051 c.c.

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Contrasto giurisprudenziale sul termine di prescrizione e responsabilità dell'avvocato

26 Maggio 2014 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti

Responsabilità dell'avvocato

L’avvocato risponde nei confronti del cliente anche per semplice negligenza ex art. 1176, comma 2 c.c., e non solo per dolo o colpa grave ex art. 2236 c.c., qualora l’incertezza riguardi non già gli elementi di fatto in base ai quali va calcolato il termine di prescrizione, ma il termine stesso, a causa dell'incertezza della norma giuridica da applicare al caso concreto. Allo stesso modo, l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale sull’applicabilità del termine di prescrizione in caso di mancata proposizione della querela non esime l’avvocato dall’obbligo di diligenza ex art. 1176 c.c.

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Limiti e rilevanze del cosiddetto “consenso informato”

26 Maggio 2014 | di Luigi Isolabella , Angela Quatraro

Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale

In tema di colpa professionale medica -chirurgia maxillofacciale- non connotata dall’urgenza ma finalizzata a migliorare l’aspetto fisico del paziente in funzione della sua vita di relazione oltre che a regolarne la postura dentale, il consenso informato del paziente esclude la colpa del sanitario solo se esso non si limiti alla semplice enumerazione dei possibili rischi ed alla prospettazione delle possibili scelte, ma investa non soltanto la mera riuscita dell’intervento ma anche il giudizio globale su come la persona risulterà all’esito di quest’ultimo.

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La responsabilità processuale aggravata nel giudizio di appello

17 Maggio 2014 | di Antonio Salvati

Responsabilità processuale aggravata e danno punitivo

La domanda di risarcimento da responsabilità aggravata, di cui all'art. 96, comma 1, c.p. c., si atteggia diversamente a seconda dei gradi del giudizio, atteso che, mentre in primo grado essa è volta a sanzionare il merito di un'iniziativa giudiziaria avventata, nel secondo grado, regolato dal principio devolutivo, essa deve specificamente riferirsi alla pretestuosità dell'impugnazione, valutata con riguardo non tanto alle domande proposte, quanto, piuttosto, alla palese e strumentale infondatezza dei motivi dell'appello e, più in generale, alla condotta processuale tenuta dalla parte soccombente nella fase di gravame.

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Azione sociale di responsabilità e oneri di allegazione e probatorio dell'attrice

14 Maggio 2014 | di Claudio Tatozzi , Riccardo Perini

Responsabilità dell’amministratore di società

Incombe sulla società che esercita l'azione sociale di responsabilità l'onere di individuare (oltre che dimostrare) le condotte compiute dall'amministratore in violazione dei doveri inerenti alla funzione svolta - cioè i fatti costitutivi di tale responsabilità - ed i danni che ne assume derivati, onde consentire poi all'amministratore di assolvere all'onere, su di lui gravante, di fornire, con riferimento agli addebiti contestati, la prova positiva dell'adempimento dei propri doveri. L'indicazione specifica dei fatti materiali che l'attore assume essere stati lesivi del proprio diritto costituisce del resto un elemento essenziale - richiesto dalla legge a pena di nullità (articolo 163 c.p.c., n. 4 e articolo 164 c.p.c.) - della domanda introduttiva di un giudizio avente ad oggetto un diritto c.d. eterodeterminato quale quello di risarcimento del danno. (massima non ufficiale).

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Danno da morte: la Cassazione ci ripensa

14 Maggio 2014 | di Antonio Scalera

Danno tanatologico

Il risarcimento del danno non patrimoniale da perdita della vita - bene supremo dell'individuo, oggetto di un diritto assoluto ed inviolabile - è garantito dall'ordinamento in via primaria anche sul piano della tutela civile, presentando carattere autonomo, in ragione della diversità del bene tutelato, dal danno alla salute, nella sua duplice configurazione di danno "biologico terminale" e di danno "catastrofale". Esso, pertanto, rileva "ex se", a prescindere dalla consapevolezza che il danneggiato ne abbia avuto, dovendo ricevere ristoro anche in caso di morte.

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