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News su Risarcimento del danno da violazione nel settore della concorrenza (antitrust)

Azione risarcitoria per condotte illecite concorrenziali: la competenza è del Tribunale delle imprese

31 Agosto 2017 | di Paola Di Michele

Cass. civ.

Risarcimento del danno da violazione nel settore della concorrenza (antitrust)

Resta esclusa l’applicazione dell’art. 40, comma 3, c.p.c. - unificazione delle cause da svolgere con riti diversi con prevalenza del rito speciale del lavoro - nelle ipotesi di connessione oggettiva che da luogo ad un cumulo soggettivo ex artt. 33 e 103 c.p.c., espressamente ritenuta estranea al disposto della norma processuale che regola esclusivamente le cause connesse ai sensi degli artt. 31, 32, 34, 35 e 36 c.p.c.. Invero, nel caso di specie l’azione risarcitoria è stata promossa nei confronti di più convenuti in concorso tra loro, non essendo quindi possibile individuare una domanda principale cui accede una subordinata.

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È legge il risarcimento del danno per violazioni del diritto della concorrenza degli Stati UE

26 Gennaio 2017 | di Redazione Scientifica

Risarcimento del danno da violazione nel settore della concorrenza (antitrust)

Con il d.lgs. n. 3/2017 il Governo ha dato attuazione alla direttiva 2014/104/UE, relativa a determinare norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazione delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione europea.

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Vincono le società radio taxi – il Tribunale di Milano, con provvedimento d’urgenza, inibisce l’utilizzo di “Uber pop”

16 Giugno 2015 | di Redazione Scientifica

Trib. Milano

Risarcimento del danno da violazione nel settore della concorrenza (antitrust)

Il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta, proposta da una serie di associazioni di taxisti, di inibire alla società Uber l'utilizzo del servizio Uber pop, per aver svolto un servizio taxi abusivo. Nel dettaglio, l'attività degli autisti Uber in assenza di titoli autorizzativi e la loro operatività al di fuori degli oneri imposti dal regime amministrativo dell'attività di trasporto comportano un vero e proprio vantaggio concorrenziale non conforme ai principi della correttezza professionale, idoneo a determinare un illecito e indebito sviamento di clientela.

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