Giurisprudenza commentata

All'amministratore revocato dall'assemblea prima del termine annuale spetta il risarcimento del danno: la Cassazione definisce la “giusta causa”

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Riferimenti |

 

È pacifico che, con la riforma della normativa condominiale, l'amministratore è stato definitivamente paragonato al mandatario, con l'applicazione, in àmbito condominiale, di tutte le norme che disciplinano l'istituto del mandato. Resta, tuttavia, sempre aperta la questione se l'amministratore, il cui incarico per legge è annuale e prorogabile di un ulteriore anno, revocato dall'assemblea prima della scadenza contrattuale, abbia diritto, oltre al saldo del proprio compenso ed al recupero di eventuali crediti vantati nei confronti del condominio - sempre se accertati - anche al risarcimento dei danni subiti per la perdita dell'incarico. La Corte di Cassazione, con un provvedimento innovativo, ci spiega come individuare la “giusta causa” che legittima l'assemblea a revocare anticipatamente l'amministratore evitando di dover risarcire il proprio rappresentante.

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