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Class action europea: approvata la Direttiva per la tutela dei consumatori da danni collettivi

Le nuove norme approvate dal Parlamento europeo prevedono un modello armonizzato di azione rappresentativa in modo da fornire ai consumatori una protezione da danni collettivi. Secondo tali disposizioni «i Paesi UE dovranno instaurare almeno un meccanismo procedurale che consenta agli enti legittimati (quali associazioni dei consumatori o organismi pubblici) di intentare azioni rappresentative di natura inibitoria (cessazione o divieto) o risarcitoria (compensazione). L’obiettivo della normativa è migliorare il funzionamento del mercato interno ponendo fine a pratiche illegali e facilitando l'accesso alla giustizia per i consumatori».

 

Saranno le associazioni dei consumatori, quali enti legittimati, a rappresentare i grandi gruppi di consumatori e ad intentare le azioni rappresentative, fermo restando che «tali enti dovranno dar prova di un certo livello di stabilità e poter rispondere della propria attività pubblica, oltre a dimostrare l’assenza di scopo di lucro».
Il testo mira inoltre a evitare «azioni legali abusive grazie al principio “chi perde paga”, secondo cui la parte soccombente è tenuta a rimborsare alla parte vittoriosa le spese legali sostenute».

 

Saranno previste azioni collettive contro professionisti per presunte violazioni di leggi UE in numerosi settori, quali la protezione dei dati personali, i viaggi e il turismo, i servizi finanziari, l'energia e le telecomunicazioni.

 

Infine, la direttiva tiene conto delle violazioni interrottesi prima che l’azione rappresentativa sia stata intentata o conclusa, al fine di vietare tale pratica e scongiurarne il ripetersi.

 

La direttiva entrerà in vigore il 20° giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Gli Stati membri dispongono in seguito di 24 mesi per recepire la direttiva nel loro diritto nazionale, e di ulteriori 6 mesi per applicarla. Tale data sancisce l’entrata in vigore delle nuove norme sulle azioni rappresentative.

 

 *Fonte: dirittoegiustizia.it

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