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La responsabilità contrattuale nel caso di frode informatica

Una cliente di un'azienda italiana che si occupa di servizi postali proponeva ricorso per Cassazione per una causa riguardante una frode informatica subita sul suo conto corrente e sulla carta di credito.

Nello specifico, la donna aveva richiesto l'accertamento della responsabilità contrattuale dell'azienda, a seguito dell'addebito sul proprio conto corrente di un'ingente somma di denaro per una ricarica telefonica.

 

La Corte ha accolto il secondo e il terzo motivo del ricorso, rigettando il primo.

Con uno dei due motivi accolti dal Collegio, la ricorrente lamentava l'esclusione da parte della Corte d'Appello della responsabilità contrattuale dell'azienda postale, non avendo quest'ultima adempiuto tutti gli obblighi relativi alla sicurezza informatica.

Ricorda la Corte di Cassazione che in tema di prova dell'adempimento di un'obbligazione, «il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'adempimento, deve soltanto provare la fonte del suo diritto e il relativo termine di scadenza (…)» (Cass. n. 25584/2018n. 3587/2021 e n. 13533/2001).

Nel caso di specie, specifica il Collegio che la Corte d'Appello avrebbe erroneamente ascritto la responsabilità del prelievo dal conto corrente alla ricorrente, senza indicarne il titolo.

Ancora il Collegio ricorda che sia richiesta al professionista un certo grado di diligenza nell'adempimento delle obbligazioni assunte nell'esercizio dell'attività offerta.

In particolare, viene ricordato che nel caso di operazioni effettuate (come nel caso in esame) a mezzo di strumenti elettronici, è necessario garantire la fiducia degli utenti che utilizzano il sistema informatico, assumendosi il rischio professionale nell'ambito dell'esercizio del servizio erogato.

 

(Fonte: Diritto e Giustizia)

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