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Coassicurazione

Sommario

Nozione | La coassicurazione diretta | Il codice ANIA di autodisciplina per la coassicurazione | La Coassicurazione Indiretta | Obbligo di denuncia da parte dell’Assicurato | La somma delle indennità non può essere superiore al danno | Insolvenza e diritto di regresso | Casistica |

Nozione

La Coassicurazione è un contratto stipulato tra compagnie assicuratrici, allo scopo di ripartire il rischio fra loro, così da poter fronteggiare esposizioni tanto elevate (per grandezza o pericolosità) da non essere sostenibili da parte di un solo assicuratore.

Tale contratto è disciplinato dal disposto dell’art. 1911 c.c.:

“Qualora la medesima assicurazione o l’assicurazione di rischi relativi alle stesse cose, sia ripartita tra gli assicuratori per quote determinate, ciascun assicuratore è tenuto al pagamento dell’indennità assicurata soltanto in proporzione della rispettiva quota, anche se è unico il contratto sottoscritto da tutti gli assicuratori”.

Esistono essenzialmente due tipi di coassicurazione:

  1. quella stipulata per mezzo di un unico contratto al quale partecipano tutti gli assicuratori interessati, con l’emissione di un’unica polizza;
  2. quella determinata dall’esistenza di polizze diverse, emesse da diversi assicuratori, ma a copertura del medesimo rischio.

Nel primo caso, parleremo di Coassicurazione Diretta, nel secondo di Coassicurazione Indiretta.

 

La coassicurazione diretta

Fatta eccezione per il già menzionato art. 1911 c.c., l’istituto della Coassicurazione Diretta manca di una normativa specifica di riferimento ma viene ritenuto analogo a quello del contratto di assicurazione.  A tale proposito, l’art. 1888 c.c. prescrive espressamente che “il contratto di assicurazione deve essere provato per iscritto”. Pertanto, anche il ricorso alla coassicurazione deve essere esplicitato in polizza e soggetto all’approvazione dell’Assicurato.

Normalmente, è previsto che:

  • ciascuna delle compagnie Coassicuratrici assuma una quota del rischio e riceva l’equivalente quota di premio;
  • venga nominata una compagnia di assicurazione, detta delegataria (di solito, ma non necessariamente, quella che assicura la quota maggiore), che gestisca la polizza.

Nella polizza viene dunque inserita una specifica clausola che disciplina gli obblighi assunti dalla delegataria e le modalità per la gestione del contratto, sia da parte della delegataria che delle coassicuratrici.

In caso di disdetta da parte del contraente/assicurato, la delegataria è tenuta a darne sollecita comunicazione alle coassicuratrici. Allo stesso modo, essa deve comunicare al contraente la volontà di recedere dal contratto, anche da parte di una sola coassicuratrice.

La coassicuratrice che intendesse recedere dal contratto, o che non fosse interessata a rinnovarlo, deve comunicare tale intenzione alla delegataria, almeno 30 giorni prima del termine previsto in polizza per effettuare questo tipo di comunicazione al contraente, in modo da consentirle di procedere per tempo in tal senso.

Spetta alla delegataria effettuare l’incasso dei premi di polizza anche per conto delle coassicuratrici e far pervenire a queste ultime le rispettive quote, entro il termine previsto.

Essa deve preventivamente consultarsi con le coassicuratrici prima di proporre o accettare transazioni o prima di dare inizio ad eventuali azioni legali. 

Anche la gestione dei sinistri compete alla delegataria. Essa deve dare comunicazione di ogni denuncia di sinistro alle coassicuratrici, che avranno il diritto di chiedere in ogni momento informazioni su di esso. La delegataria, infine, comunicherà alle coassicuratrici, tramite apposito estratto conto da rilasciare con scadenze predeterminate, i sinistri pagati e le relative spese, come pure le chiusure di sinistri senza seguito e l’apposizione di nuove riserve.

La regolazione delle somme risultanti dall’estratto conto è generalmente dovuta dalle coassicuratrici alla delegataria, entro 30 giorni dal suo ricevimento, salvo diversa pattuizione.

In pratica, quindi, la compagnia delegataria emette i documenti, incassa i premi e paga interamente le indennità dovute ai termini di polizza, accreditando e addebitando alle altre imprese quanto di loro pertinenza.

Quanto sopra, però, non modifica la pluralità dei rapporti assicurativi, ossia l’assunzione pro quota del rischio, giacché “tutti i coassicuratori vanno visti come parte processuale, senza riguardo al fatto che l’assicuratore delegato possa esercitare la rappresentanza processuale degli altri coassicuratori” (Lamanna Di Salvo D., Il contratto di coassicurazione nel diritto italiano, http://www.diritto.it).

Tecnicamente si tratta di un mandato conferito da più soggetti, con un unico atto, per la realizzazione di un affare di comune interesse, ovvero di un mandato collettivo, che non prevede vincoli di solidarietà. In poche parole, qualora una delle coassicuratrici fosse insolvente, le altre non si faranno carico della quota di sinistri spettante a quest’ultima.

Ci troviamo dunque di fronte ad un contratto che costituisce un’obbligazione parziaria, la cui disciplina si desume dall’art.1314 c.c. (Obbligazioni divisibili):

 “Se più sono i debitori o i creditori di una prestazione divisibile e l'obbligazione non è solidale, ciascuno dei creditori non può domandare il soddisfacimento del credito che per la sua parte, e ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte”.

Ogni coassicuratore è pertanto obbligato solo per la sua quota di partecipazione al rischio e l’assicurato può esigere solo l’analoga quota dell’indennità dovuta.

 

Il codice ANIA di autodisciplina per la coassicurazione

Non tutte le clausole di delega sono uguali. Il testo può differire in base al ramo, ad esempio, ed una certa mancanza di chiarezza ed omogeneità può essere causa di disputa tra le compagnie coassicuratrici. Com’è prevedibile, le dispute maggiori nascono dall’interpretazione delle norme che riguardano la gestione dei sinistri.

Per questo motivo, un apposito gruppo di lavoro interdisciplinare dell’ANIA, l’associazione italiana delle imprese di assicurazione (www.ania.it), ha elaborato un articolato progetto sulla coassicurazione danni, con l'obiettivo di creare un sistema informativo per l'automazione della gestione ed il controllo dei rischi e dei sinistri in coassicurazione.

Il 23 novembre 2004, inoltre, il comitato esecutivo dell’ANIA ha approvato il Codice ANIA di autodisciplina per la coassicurazione, unificando tutte le norme sulla coassicurazione diretta in precedenza applicate nei diversi rami danni (esclusi Credito e Cauzioni).

Tale codice è entrato in vigore il 1 gennaio 2005.

Dal 1° gennaio 2008 è inoltre operativo il nuovo Codice ANIA di autodisciplina per la coassicurazione nei rami credito e cauzioni.

 

 

La Coassicurazione Indiretta

Si ha Coassicurazione Indiretta quando sul medesimo rischio e sulle medesime cose esistono più polizze. In questo caso non abbiamo un accordo tra assicuratori stipulato prima della polizza: ciascuna polizza, infatti, può essere stipulata in momenti diversi, da diversi contraenti e con diversi assicuratori, purché oggetto della copertura sia sempre il medesimo rischio.

La disciplina di questo istituto è prevista dall’art. 1910 c.c. (Assicurazione presso diversi assicuratori):

“Se per il medesimo rischio sono contratte separatamente più assicurazioni presso diversi assicuratori, l’assicurato deve dare avviso di tutte le assicurazioni a ciascun assicuratore. Se l’assicurato omette dolosamente di dare l’avviso, gli assicuratori non sono tenuti a pagare l’indennità. Nel caso di sinistro, l’assicurato deve darne avviso a tutti gli assicuratori, a norma dell’art. 1913 c.c., indicando a ciascuno il nome degli altri. L’assicurato può chiedere a ciascun assicuratore l’indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme complessivamente riscosse non superino l’ammontare del danno. L’assicuratore che ha pagato ha diritto di regresso contro gli altri per la ripartizione proporzionale in ragione delle indennità dovute secondo i rispettivi contratti. Se un assicuratore è insolvente, la sua quota viene ripartita fra gli altri assicuratori”.

Da tale norma emergono alcuni punti di grande rilevanza.

 

Obbligo di denuncia da parte dell’Assicurato

L’assicurato che fosse a conoscenza dell’esistenza di più polizze contratte a copertura del medesimo rischio è obbligato, pena la decadenza del proprio diritto all’indennizzo, a darne avviso a tutti gli assicuratori coinvolti.

La questione è estremamente importante (ne va della risarcibilità del danno) e le dichiarazioni dell’assicurato/contraente, riportate nella scheda di polizza, prevedono espressa menzione dell’esistenza di altre polizze eventualmente stipulate sullo stesso rischio e sui medesimi beni. Naturalmente, tale dichiarazione presuppone che il contraente sia lo stesso in ogni polizza, poiché si potrebbe verificare il caso in cui un contraente sia ignaro dell’esistenza di un’altra polizza stipulata da un terzo sul medesimo rischio, o non ne conosca i termini esatti.

 

La somma delle indennità non può essere superiore al danno

Una volta espletato tale obbligo, l’assicurato ha il diritto di chiedere a ciascun assicuratore, secondo il rispettivo impegno, il risarcimento della parte di danno eventualmente sofferto, purché la somma delle indennità così riscosse non superi l’ammontare effettivo del danno.

Pertanto, qualora l’indennità percepita dall’assicurato venisse corrisposta da più assicuratori, in virtù delle varie polizze stipulate, in nessun caso egli potrà percepire un importo superiore al danno medesimo ed il massimo indennizzo corrisposto dagli assicuratori sarà pari al valore del bene al momento del sinistro. Ciò vale anche qualora la somma dei capitali assicurati con tutte le polizze superasse il valore del bene in questione.

L’applicazione di questo principio risulta più complessa ove l’oggetto della copertura non sia necessariamente un bene materiale, ma un individuo.

Per questo motivo, anche se spesso richiesta, nel ramo Infortuni non è obbligatoria la denuncia delle polizze stipulate presso diversi assicuratori, il che espone talvolta gli stessi al pagamento di indennità complessivamente assai cospicue per danni teoricamente di leggera entità.

 

Insolvenza e diritto di regresso

A differenza di quanto accade nella coassicurazione diretta, la parte di danno eventualmente dovuta da un assicuratore insolvente verrà ripartita fra gli altri assicuratori, fino al limite massimo di esposizione previsto in ciascuna polizza.

In questo caso è fatto espressamente riferimento ad un’obbligazione di tipo solidale, disciplinata dagli artt. 1292 c.c. e s.s.:

“L'obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione e l'adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori”.

Nell'obbligazione solidale, dunque, ciascun debitore è obbligato ad eseguire l'intera prestazione e ciascun creditore può esigerla per intero (con effetto liberatorio per ciascun debitore ed estintivo per ciascun creditore).

In virtù del disposto dell’art. 1299 c.c., inoltre, dopo aver corrisposto l’indennizzo all’assicurato, ciascun assicuratore può esercitare il diritto di regresso nei confronti delle altre compagnie eventualmente presenti sul rischio, in ragione della quota assunta nei rispettivi contratti:

“Il debitore in solido che ha pagato l'intero debito può ripetere dai condebitori soltanto la parte di ciascuno di essi. Se uno di questi è insolvente, la perdita si ripartisce per contributo tra gli altri condebitori, compreso quello che ha fatto il pagamento. La stessa norma si applica qualora sia insolvente il condebitore nel cui esclusivo interesse l'obbligazione era stata assunta”.

 

 

Casistica

 

La Coassicurazione Diretta

 

La Coassicurazione Indiretta

  • In tema di obbligazioni solidali passive, il pagamento integrale da parte di uno dei coob­bligati, ed il successivo esperimento da parte di quest'ultimo dell'azione di regresso nei confronti degli altri condebitori, determinano l'esaurimen­to del lato interno dell'obbligazione. (Cass. civ., n. 2065/2009).
  • In materia di obbligazione solidale, cia­scun debitore può agire in regresso nei confronti dell'altro a condizione che l'importo azionato non ecceda la parte di pertinenza del condebitore nei confronti del quale l'azione viene esercitata. (Cass. civ.,  n. 18406/2009).
  • Il regresso tra assicuratori che con indipen­denti contratti abbiano coperto il medesimo rischio, previsto dall'art. 1910, comma 3, c.c., costitui­sce un diritto autonomo, scaturente dal pagamento dell'indennizzo. È da tale momento, pertanto, che decorre la prescrizione del diritto in questione, e non dall'avverarsi del rischio dedotto in contratto. (Cass. civ., n. 12691/2008).
  • L'art. 1910 c.c. — che regola l'ipotesi in cui, per il medesimo rischio, siano stipulate separatamente più assicurazioni presso diversi assicu­ratori, stabilendo che l'assicurato può chiedere a ciascun assicuratore l'indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme comples­sivamente riscosse non superino l'ammontare del danno — costituisce principio normativo di ca­rattere generale, finalizzato ad evitare che il dan­neggiato percepisca un risarcimento superiore al danno effettivamente subito, che deve, pertanto, essere applicato come tale dal giudice di pace nel giudizio eventualmente instauratosi dinanzi a lui. (Cass. civ.,  n. 15372/2006).

 

 

 

 

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