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CTU (responsabilità del)

Sommario

Nozione | Elemento oggettivo e qualità dell’agente | Elemento soggettivo | Il nesso di causalità: il danno risarcibile | Aspetti processuali | Casistica |

 

L’art. 64 c.p.c. individua le ipotesi di responsabilità penale e civile del CTU. Poiché il primo comma prevede l’applicazione delle disposizioni penali sui periti il consulente, quale professionista intellettuale ed ausiliare del giudice, può rispondere di varie fattispecie di reato come i delitti contro l’amministrazione della giustizia e contro l’attività giudiziaria, l’esercizio abusivo della professione ex art. 348 c.p., il rifiuto di uffici legalmente dovuti ex art. 366 comma 2 c.p., l’omissione o rifiuto di atti di ufficio ex art. 328 c.p., la falsa perizia ex art. 373 c.p. Il secondo comma delinea un’ulteriore fattispecie, di natura contravvenzionale, coincidente con l’esecuzione dell’incarico con colpa grave e stabilisce che il c.t.u. è in ogni caso tenuto a risarcire i danni causati alle parti nell’esecuzione dell’incarico ricevuto, così puntualizzandone l’assoggettamento alla responsabilità civile indipendentemente dall’applicazione della sanzione penale. Per enucleare la fattispecie di detta responsabilità ed individuare il modello normativo entro cui ricondurla occorre prendere le mosse dalla descrizione dell’attività svolta dal consulente nel processo nel ruolo di principale ausiliare del giudice. Il CTU fornisce un supporto tecnico nella valutazione dei fatti, gi...

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