Bussola

Danno da nascita indesiderata

14 Giugno 2018 |

Sommario

Inquadramento | L’onere probatorio in ordine alla wrongful birth lawsuit | L’onere della prova: il ricorso alle presunzioni | L’onere della prova: l’orientamento delle Sezioni Unite | La legittimazione del nato malformato ai fini della wrongful life | La prospettiva minoritaria sulla legittimazione del nato disabile | L’affermazione prevalente sul difetto di legittimazione | Casistica |

 

Le vicende attinenti alla nascita di bambini affetti da gravi patologie, idonee a compromettere in modo consistente la qualità della loro vita, non diagnosticate pur a seguito di indagini prenatali a ciò finalizzate (i cui esiti erroneamente non abbiano indotto al sospetto della relativa ricorrenza, impedendo così in radice alla partoriente di potersi avvalere della facoltà di interruzione volontaria della gravidanza) sono ricondotte nella categoria del danno da nascita indesiderata. In ragione di ciò anche i familiari conviventi subiranno le conseguenze pregiudizievoli di detta “nascita indesiderata”. E allo stesso modo di tali condizioni di vita disagiate farà le spese il nato. In siffatte evenienze occorre chiedersi se il risarcimento del danno consegua automaticamente all’inadempimento dell’obbligo di esatta informazione gravante sul sanitario, cui si era rivolta la gestante proprio allo scopo di identificare possibili malformazioni del nascituro, oppure se il ristoro del nocumento sia subordinato alla dimostrazione circa l’integrazione delle condizioni previste dalla legge 22 maggio 1978, n. 194, affinché possa ricorrersi alla interruzione volontaria della gravidanza. Anche il quomodo di tale prova è oggetto di dibattito: è controverso cioè se sia necessaria una prova pie...

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