Bussola

Risarcimento del danno da percosse e lesione personale

Sommario

Inquadramento | Aspetti processuali | Danno da lesione personale | Liquidazione del danno non patrimoniale | Segue. Lesioni concorrenti | Risarcimento della sofferenza interiore conseguente a lesione | Lesioni subite nell'ambito rapporto di lavoro | Danni riflessi | Danni conseguenti a percosse | Rilevanza penale e gravità della condotta ai fini del risarcimento | Casisitica |

 

Le condotte di percosse e di lesioni personali, previste dal codice penale come reati dolosi e, nel caso delle lesioni, punibili anche a titolo di colpa, assumono un particolare rilievo anche nel diritto civile per le conseguenze dannose, specialmente non patrimoniali, che generalmente possono derivarne. La lesione giuridicamente rilevante è quella da cui “deriva una malattia nel corpo o nella mente” (art. 582 c.p.) mentre la percossa, che consiste nel colpire fisicamente qualcuno in maniera idonea a provocare una sensazione dolorosa, è caratterizzata proprio dal fatto che “non deriva una malattia nel corpo o nella mente” (art. 583 c.p.). Il discrimine quindi consiste nel cagionare o meno una malattia, comunemente intesa come manifestazione, anche solo temporanea, di disturbi funzionali dell'organismo umano, o di alterazioni o lesioni, o di sofferenza psicofisica. L'art. 185 c.p.  stabilisce espressamente che ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, a prescindere della concreta punibilità della condotta (ad esempio per mancanza di querela), obbliga il colpevole o il responsabile civile al risarcimento di tutte le conseguenze dannose, e rappresenta uno dei “casi determinati dalla legge” a cui fa riferimento l'art. 2059 c.c. per ammettere la risa...

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