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Risarcimento del danno del terzo trasportato nella R.C.Auto

26 Aprile 2014 | Azione del terzo trasportato
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L’art. 141 del codice delle assicurazioni che disciplina la materia prevede un’ipotesi di responsabilità oggettiva?

 

E’ una questione estremamente controversa, si fronteggiano in dottrina o in giurisprudenza due opinioni diverse. Secondo alcuni l’art. 141 del codice delle assicurazioni poiché stabilisce  nel caso di danni al trasportato questi viene indennizzato dall’assicuratore del vettore - intendo per vettore il conducente del veicolo sul quale viene trasportato il danneggiato a prescindere, dice la legge, dall’accertamento delle responsabilità dei conducenti coinvolti. Questo primo orientamento legge la norma fin qui e ne trae la conclusione che se il trasportato deve essere risarcito a prescindere dall’accertamento delle responsabilità questa è una norma che prevede una responsabilità oggettiva. A mio sommesso avviso questa è una lettura parziale incompleta della norma e non può essere condivisa perché la norma non si ferma lì – va letta per intero – e questa norma prosegue e soggiunge il trasportato deve essere risarcito dall’assicuratore del vettore a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti salvo il caso fortuito. Allora punto 1) non è una responsabilità oggettiva che se si consente all’assicuratore una prova liberatoria, salvo il caso fortuito, vuol dire che questi può sfuggire alla condanna, se può sfuggire alla condanna non è una responsabilità oggettiva. Responsabilità oggettiva ad esempio è quella del produttore per il danno da prodotto o quella del proprietario del veicolo per il difetto di fabbricazione o manutenzione, cioè una responsabilità alla quale non ci si può sottrarre.

In secondo luogo che cos’è il caso fortuito?

 E’ una tradizione giurisprudenziale secolare quella che identifica nel caso fortuito tre vicende – innanzitutto l’evento imprevisto ed imprevedibile – quindi il fulmine che cade dal cielo e centra un automobile che sta passando sulla quale è trasportata una persona. In secondo luogo il fatto colposo della vittima – il passeggero di un veicolo impazzisce apre lo sportello e si lancia fuori, per il conducente per il vettore quello è un danno causato dal fortuito. Infine è caso fortuito da venti secoli in qua – grosso modo – anche il fatto colposo del terzo, il fatto colposo del terzo esclude la responsabilità del conducente. Quindi se un veicolo è fermo a un semaforo e viene tamponato senza alcuna responsabilità del conducente e riporta danni il trasportato, questa è un’ipotesi di caso fortuito che  libera il conducente e con lui il suo assicuratore della responsabilità civile.

Ora la conclusione di quando ho detto sin qui è che se ci troviamo al cospetto di una norma la quale stabilisce l’assicuratore del vettore risponda del danno patito dal trasportato a prescindere dall’accertamento delle responsabilità  ma salvo il caso fortuito, questa è una norma che ci sta dicendo  che l’assicuratore del vettore  è liberato da responsabilità quando il danno è dipeso da un evento imprevisto ed imprevedibile, dalla colpa dello stesso trasportato o dalla responsabilità di un terzo conducente. Dunque non è un’ipotesi di responsabilità oggettiva è una normale presunzione di colpa.

 

E sempre l’art. 141 del codice delle assicurazioni si applica ai danni subiti dai parenti del terzo trasportato deceduto?

 

A mio modo di vedere no questa è una norma eccezionale, è una norma che prevede una ipotesi di  responsabilità aggravata, ci siamo già detti poco fa è un’ipotesi di colpa presunta , dunque come tutte le norme che prevedono delle ipotesi di responsabilità aggravate o di colpa presunta, è una norma di stretta interpretazione che non può cioè essere applicata al di là e al di fuori dei casi in essa espressamente previsti. Ora la lettera del primo comma dell’art. 141 del codice della assicurazioni fa chiarissimo riferimento al trasportato, participio passato del verbo trasportare, e che va inteso quindi unicamente con riferimento alla persona che si trova a bordo del veicolo che ha causato il danno, trasportati non sono i prossimi congiunti della persona deceduta. Tuttavia va detto  - lo voglio aggiungere – questo nella buona sostanza nella pratica questo è un falso problema stabilire se questo benedetto 141  si applichi o non si applichi perché anche a ritenere  che la presunzione di responsabilità ivi prevista non si applichi ai prossimi congiunti di persona deceduta in occasione di un trasporto su un veicolo a motore e questi prossimi congiunti potranno comunque invocare nei confronti del conducente, del proprietario e del loro assicuratore della responsabilità civile una diversa presunzione quella di cui all’art. 2054 comma primo del Codice Civile dunque non patiscono alcuna, come dire, pregiudizio concreto, per il fatto che a essi si ritenga non applicabile l’art. 141.

 

E nel caso di sinistri coinvolgenti veicoli non assicurati?

 

Anche questa è una questione che ha visto dividersi la dottrina e anche parte della giurisprudenza di merito sinora la Corte di Cassazione non è intervenuta su questo problema, ora vi è una parte della dottrina la quale ha così ragionato. Questo art. 141  prevede che il rapporto fra l’assicuratore del vettore e l’eventuale assicuratore del terzo antagonista responsabile del sinistro debba essere regolato in stanza di compensazione sulla base di un apposito regolamento e di un’apposita convenzione fra le imprese assicuratrici. Ne ha tratto dunque la conclusione che se la legge ha previsto questa forma di regolamentazione dei rapporti tra l’assicuratore che paga – lo chiameremo il solvens -  e l’assicuratore del responsabile – giocoforza è necessità che questo art. 141 possa applicarsi solo quando il sinistro è stato causato tra veicoli tutti e due coperti da assicurazione e tutte e due coperti da assicurazione aventi sedi in Italia altrimenti non funzionerebbe il meccanismo della stanza di compensazione. Ora a me pare che questa lettura non possa essere condivisa per due ragioni: la prima ragione è che è una ragione logica, il fatto che la legge preveda che i rapporti di dare e avere fra l’assicuratore del vettore e l’assicuratore dell’antagonista debbano essere regolati in stanza di compensazione non significa affatto che tutti e due questi assicuratori o meglio che tutti i due i veicoli coinvolti nel sinistro debbano essere assicurati, la norma si potrebbe infatti pacificamente tranquillamente intendere nel seguente modo: l’art. 141 si applica ai sinistri in cui abbia riportato danno un trasportato – anche se i veicoli non sono assicurati anche se uno di essi non è assicurato – dopodiché se e quando tutti e due sono assicurati e tutti e due sono assicurati  con un assicuratore avente sede in Italia allora in questo caso i rapporti di dare e avere fra solvens e assicuratore del terzo responsabile saranno regolati in stanza di  compensazione. Quindi questa è la prima ragione logica per la quale l’art. 141 debba, a mio modo di vedere, dovrebbe essere applicato, anche nelle ipotesi in cui uno dei veicoli coinvolti nel sinistro non fosse assicurato.

Vi è poi una seconda ragione che è una ragione di interpretazione sistematica. Qual è lo scopo dell’art. 141? Rafforzare la tutela del terzo trasportato incolpevole. Ora se noi accettiamo e nessuno lo ha mai negato che questa è la ratio della norma ci rendiamo conto che è contrastante con la ratio di questa norma limitarne l’applicabilità. Non si capisce perché mai il trasportato su un veicolo privo di assicurazione dovrebbe avere una tutela minore di quella del trasportato incolpevole anch’egli su un veicolo coperto da assicurazione. Dunque per queste due ragioni interpretazione letterale e interpretazione sistematica a me pare che l’art. 141  codice delle assicurazioni debba applicarsi come dicevano gli antichi ubicumque e quindi sinistro causato dal solo vettore, sinistro causato dal vettore e da un antagonista  tutti e due assicurati, sinistro causato dal vettore e da un antagonista uno dei quali soltanto assicurato o addirittura nessuno dei due assicurato. Va da sé che in questa ultima ipotesi le pretese del trasportato saranno fatte valere nei confronti dell’impresa designata per conto del fondo di garanzia.

 

Il trasportato può promuovere congiuntamente l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del vettore e l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del veicolo antagonista?

 

Distinguiamo due ipotesi, distinguiamo il rapporto di responsabilità civile e il rapporto assicurativo. La vittima di un sinistro stradale che al momento del fatto si trovava ad essere trasportata su uno dei veicolo coinvolti sia prima che dopo l’entrata in vigore del codice della assicurazioni, aveva e ha conservato l’ordinaria azione aquiliana ex art. 2054  comma primo del Codice Civile. Contro chi la potrà promuovere questa azione e ovviamente nei confronti dei presunti responsabili quindi la potrà promuovere nei confronti del conducente e del proprietario del veicolo sul quale era trasportato, nei confronti del conducente e del proprietario del veicolo antagonista coinvolto nel sinistro.

Spostiamoci ora sul versante assicurativo – come è noto la vittima di un sinistro stradale ha un’azione diretta nei confronti dell’assicuratore della responsabilità civile del responsabile, questa azione gliela accorda l’art. 144 comma 2 del codice delle assicurazioni. Quando la vittima di un sinistro stradale sia una persona trasportata su uno dei veicoli coinvolti anche l’art. 140 le accorda una azione diretta, una azione nei confronti dell’assicuratore del vettore. Ora poiché che l’art. 141 stabilisce che questa azione diretta nel caso di danni al trasportato può essere proposta soltanto nei confronti dell’assicuratore del vettore, a me pare che questa norma con una scelta non felice, con una scelta criticabile, con una scelta della quale si può discutere de jure condendo ma questa norma abbia tolto al trasportato vittima di un sinistro stradale, la possibilità di promuovere l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore e dell’antagonista.

Alla luce di quanto ci siamo detti possiamo ora tracciare il quadro delle azioni che l’ordinamento accorda alla vittima di un sinistro stradale trasportata su uno dei veicoli coinvolti. Questa persona avrà la azione ordinaria ex art. 2054 del Codice civile nei confronti del conducente del proprietario del veicolo vettore. Avrà l’azione ordinaria ex art. 2054  del Codice civile nei confronti del conducente e del proprietario del veicolo antagonista, avrà poi l’azione diretta ex art. 141 nei confronti dell’assicuratore del vettore. Invece non avrà, perché lo esclude l’art. 141 codice delle assicurazioni, la azione diretta nei confronti dell’assicuratore della responsabilità civile del terzo antagonista. Ora sappiamo anche che un sinistro stradale ben può essere causato da un concorso di colpa di due veicoli e se prendiamo in considerazione l’ipotesi del concorso di colpa il quadro che ne viene è il seguente: colpa esclusiva del vettore, la vittima ha azione ordinaria e azione diretta nei confronti rispettivamente di conducente, proprietario del veicolo vettore e assicuratore di costoro. Colpa esclusiva dell’antagonista il 141 non si applica perché ricorre un’ipotesi di caso fortuito, quindi nel caso di colpa esclusiva del terzo antagonista il trasportato  avrà la azione ordinaria la azione diretta unicamente nei confronti del conducente proprietario del veicolo antagonista e di assicuratore del veicolo antagonista.

Terza ipotesi concorso di colpa – qui ci siamo già detti le azioni ordinarie quelle aquiliane restano nei confronti di tutti i correi – lo dice l’art. 2055 del Codice Civile – quindi azione ordinaria nei confronti di conducente proprietario del vettore e conducente proprietario dell’antagonista. Quello che cambia è l’azione diretta nel caso di concorso di colpa di due o più veicoli la vittima trasportata avrà l’azione diretta soltanto nei confronti dell’assicuratore del vettore. Per quello che ci siamo appena detti il trasportato vittima di un sinistro stradale non può invocare la responsabilità solidale dell’assicuratore del vettore e dell’assicuratore dell’antagonista perché delle tre luna – o la colpa è tutta del vettore e allora pagherà l’assicuratore del vettore   – o la colpa è tutta dell’antagonista  e allora pagherà l’assicuratore dell’antagonista – o la colpa è concorsuale e  in questo caso dopo l’introduzione del codice delle assicurazioni la responsabilità grava per intero, la responsabilità rispetto all’azione diretta, grava per intero sull’assicuratore del vettore, naturalmente potrà però formulare la vittima nello stesso atto di citazione due domande subordinate, dire cioè a mio modo di vedere la responsabilità è concorsuale quindi deve pagare l’assicuratore del vettore quindi chiedo la condanna dell’assicuratore del vettore in subordine ove tu giudice dovessi ritenere che il vettore non ha avuto alcuna colpa e che quindi ricorrono gli estremi del caso fortuito perché la colpa è tutta del terzo allora condanna il terzo a risarcire il danno.

 

Sempre il trasportato può promuovere congiuntamente l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del vettore e l’azione ordinaria nei confronti del conducente del veicolo antagonista?

 

Assolutamente sì ricordiamo che c’è un principio generale nel nostro codice di procedura civile che è l’art. 103 sancito l’art. 103 in virtù del quale varie domande anche non altrimenti connesse possono essere proposte nei confronti della stessa persona o anche di persone diverse, ora il trasportato vittima di un sinistro stradale il quale intenda sostenere che questo sinistro stradale è avvenuto a causa della colpa concorrente del vettore di un terzo, per legge ha l’azione diretta soltanto nei confronti dell’assicuratore del vettore  ma nessuno gli ha mai tolto le azioni ordinarie nei confronti del terzo, l’azione 2043, l’azione 2054. Tutte queste azioni dunque posso essere proposte congiuntamente. Mi è noto che alcune decisioni di alcuni tribunali e non intendo dire un tribunale nella sua interezza ad esempio il Tribunale di Milano, in un caso il Tribunale di Napoli, in un altro caso il  Tribunale di Roma, hanno ritenuto che la vittima debba scegliere, il trasportato vittima di un sinistro stradale debba scegliere, o promuove per così dire la procedura di quell’art. 141 nei confronti dell’assicuratore del vettore e quindi non formula in questo caso non potrebbe formulare nessuna altra domanda nei confronti dei responsabili delle persone fisiche ovvero sceglie la via ordinaria, quindi l’azione 2054, l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore dell’antagonista, ma a me pare francamente questa una tesi estremamente fragile. L’art. 141 del codice delle assicurazioni non si occupa della azione ordinaria, non si occupa della azione di responsabilità aquiliana 2043 – 2054, si occupa unicamente della azione diretta nei confronti dell’assicuratore del vettore. Ora a me pare francamente molto azzardato sostenere che una norma la quale per definizione non si occupa dell’azione ordinaria abbia avuto l’effetto di privare la vittima dell’azione ordinaria. Dunque la soluzione che mi parrebbe corretta  è quella di ritenere che la vittima trasportata su un veicolo coinvolta in un sinistro stradale potrà tranquillamente promuovere cumulativamente ai sensi dell’art. 103 del codice di procedura civile la azione diretta nei confronti dell’assicuratore del vettore, la azione aquiliana nei confronti del vettore e se vi è stato un concorso di colpa anche la azione aquiliana nei confronti di conducente e proprietario del veicolo antagonista.

 

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