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Focus su Danno alla persona

Eventismo, consequenzialismo e paraeventismo nel risarcimento del danno alla persona: una rilettura critica

16 Giugno 2021 | di Elisa Colletti

Danno alla persona

Il Focus abbraccia il tema della nota differenziazione tra danni evento e danni conseguenza, riproducendo in un primo momento l'evoluzione giurisprudenziale che ha condotto alla scelta di un sistema operativo piuttosto che dell'altro, ed in un secondo momento rileggendo il sistema operativo medesimo alla luce dell'attuale sistema risarcitorio italiano, per verificare se lo stesso risulti oggi compatibile con l'attuale concezione di danno alla persona, su cui il sistema risarcitorio si fonda.

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Il danno biologico dinamico-relazionale e il danno da sofferenza soggettiva interiore: la nuova veste grafica delle Tabelle milanesi 2021

07 Aprile 2021 | di Francesca Toppetti

Danno alla persona

La ratio sottesa alla versione rinnovata delle Tabelle milanesi 2021 va indubbiamente rinvenuta nei punti fermi indicati, in modo nitido, dai giudici della Corte di Cassazione, secondo cui la quantificazione del danno morale, quale autonoma componente del danno alla salute, è rimessa al giudice di merito, che deve fare ricorso ad un meccanismo di proporzionalità diretta, in quanto tanto più grave è la lesione, tanto più grande sarà la sofferenza soggettiva interiore, che è “morfologicamente diversa dall'aspetto dinamico relazionale conseguente alla lesione stessa”. L'Osservatorio sulla Giustizia civile di Milano ha effettuato una rivisitazione della veste grafica della Tabella ed il cuore della valutazione è ormai chiaramente stato dislocato sul piano dell'allegazione e della prova del danno, perché la nuova formulazione, con la finalità specificatamente riconosciuta di voler “agevolare l'operatore del diritto”, persegue l'obiettivo di evitare che la tabellazione dei valori del danno presti il fianco a strumentalizzazioni volte ad aggirare l'assolvimento degli oneri probatori.

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La tabella delle menomazioni alla integrità psicofisica compresa tra 10 e 100 punti di invalidità. Il recente schema di d.P.R. è davvero tutto da confutare?

01 Marzo 2021 | di Luigi Mastroroberto, Pasquale Malandrino

Danno alla persona

Lo schema di D.P.R. contente le “nuove” tabelle, che ha da poco fatto capolino sugli organi di stampa, appare circondato da un fitto alone di mistero e, pur non essendo ancora approvato, sta già riscuotendo un notevole interesse quantomeno in termini di pubblico dibattito tra i principali protagonisti coinvolti, a vario titolo, nel risarcimento del danno alla persona. Ad una prima analisi della tabella medico legale, numerose criticità, distanti da quello che può essere definito un “aggiornamento”, hanno instaurato nei professionisti molti dubbi e poche certezze. Ma a fronte dello sconcerto iniziale è tuttavia possibile proporre delle modifiche mirate per rendere fruibile lo schema.

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L’armonizzazione europea del danno alla persona: una sfida possibile?

19 Ottobre 2020 | di Elisa Colletti

Danno alla persona

Il focus prende in considerazione l’ipotesi, de jure condendo, della creazione di un sistema di tutela della persona in ambito risarcitorio di livello sovranazionale. L’idea, in particolare, è quella di analizzare la maniera di creare un percorso di armonizzazione del danno alla persona a livello europeo, e ciò al fine di beneficiare di un sistema di tutela del soggetto danneggiato che valichi i confini nazionali, e si attesti su di un livello di protezione più compiuto ed uniforme.

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Criticità interpretative medico legali delle recenti Sentenze della Cassazione in tema di “danno morale” e “danno differenziale”

13 Febbraio 2020 | di Enrico Pedoja

Danno alla persona

Le recenti Sentenze della Terze Sezione della Cassazione, pur non rappresentando, in se, un “trattato di medicina legale”, hanno sicuramente fornito al Tecnico Specialista della Materia autorevoli spunti di discussione in tema di valutazione del “danno alla persona”, rimanendo tuttavia irrisolte alcune “criticità” interpretative circa il reale valore probatorio dei parametri attualmente utilizzabili in sede valutativa, allorché si debbano oggettivamente definire tutte le variabili biologiche delle poste risarcitorie del danno non patrimoniale. Analoghe criticità tecniche emergono in relazione all’esclusivo inquadramento valutativo del c.d. “danno differenziale” nel contesto del concetto di “danno incrementativo” che – talora - può non trovare “giustificazione interpretativa” medico legale, ai fini dell’applicazione dei successivi parametri risarcitori afferenti alle Tabelle di liquidazione utilizzate di prassi anche in sede extra giudiziale, col rischio di limitare – in tali sedi - le possibilità conciliative tra le Parti.

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La duplice essenza del danno alla persona nella giurisprudenza di legittimità

15 Gennaio 2019 | di Lilia Papoff

Danno alla persona

Disamina di alcune pronunce della Cassazione per verificare se e in che modo la affermata “duplice essenza del danno alla persona” debba indurre il giudice del merito ad un ripensamento dei criteri equitativi di liquidazione del danno e dell'utilizzo del sistema tabellare, prendendo spunto da fattispecie concrete e confrontando le categorie logico-giuridiche della sofferenza umana con gli approdi della neuroscienza.

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Tabella, guida, linea guida: quale lo strumento più idoneo per una valutazione medico legale del danno alla persona?

07 Settembre 2017 | di Luigi Mastroroberto

Danno alla persona

L’Autore, dopo aver ripercorso l’evoluzione dottrinaria, giurisprudenziale e legislativa del danno alla persona in responsabilità civile, analizza quanto previsto dalla recente Legge Concorrenza, ove il legislatore ha inserito alcune norme che da un lato introducono delle modifiche sul modo di risarcire il danno alla persona, dall’altro prevedono la predisposizione, entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge, di tabelle vincolanti sia per l’accertamento medico-legale delle menomazioni comprese fra 10 e 100 punti di invalidità, sia per la monetizzazione dei valori percentuali di danno permanente così stabiliti.

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Il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona: il suo fondamento costituzionale nella giurisprudenza della Consulta

16 Dicembre 2015 | di Marco Bona

Danno alla persona

Corte Cost., 16 ottobre 2014, n. 235 e Cass. civ., Sez. Un., 22 luglio 2015, n. 15350 hanno negato che nella giurisprudenza della Consulta il diritto al risarcimento integrale dei danni alla persona e da uccisione trovi fondamento nella Costituzione: secondo le Sezioni Unite sarebbe «noto che secondo la giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n. 132/1985, Corte cost. n. 369/1996, Corte cost. n. 148/1999) il principio dell’integrale risarcibilità di tutti i danni non ha copertura costituzionale»; per la Consulta il diritto all’integralità del risarcimento non costituirebbe un «valore assoluto e intangibile» e potrebbe venire sacrificato per accordare protezione al contrapposto «valore dell’iniziativa economica privata» delle imprese assicuratrici. Davvero la giurisprudenza costituzionale sorregge la versione fornita da queste due pronunce?

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“Colpo di frusta”. Il ruolo della medicina-legale

30 Ottobre 2015 | di Franco Marozzi

Danno alla persona

La legge 27/2012 costituiva un provvedimento legislativo adottato nel tentativo, poi realizzatosi con discreto successo, di frenare i risarcimenti da ricondurre al verificarsi dei cosiddetti “colpi di frusta cervicali” che, secondo fonti assicurative appesantivano il mercato della RC auto impendendo una discesa dei premi con ovvie ripercussioni di natura socio – economica. Il compito della medicina legale era quello mettere a disposizione le conoscenze necessarie ad affrontare un problema che restava di carattere eminentemente scientifico ovvero valutare la relazione causale tra un fenomeno lesivo ed il suo estrinsecarsi, come menomazione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica. Si dà atto in questo scritto di un semplice elenco delle uniche “evidenze” risultanti da importanti lavori di revisione sistematica (selezione di fonti di letteratura referenziata) e metanalisi (applicazione di metodi matematico-statistici per integrare risultati di lavori clinici ottenendo un unico indice quantitativo di stima) di studi sulle sequele del cosiddetto “colpo di frusta cervicale”.

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Il problema del concorso tra cause umane e naturali e il danno cd. incrementativo

15 Giugno 2015 | di Daniela Zorzit

Danno alla persona

All’interprete che si avventura tra i tortuosi e (sempre più) sorprendenti percorsi del danno alla persona può capitare di imbattersi in una questione piuttosto insidiosa: come disciplinare le ipotesi in cui l’evento lesivo sia il portato di una interazione tra il comportamento del soggetto agente e le pregresse condizioni psico-fisiche della vittima? Il tema viene solitamente inquadrato entro il paradigma del “concorso tra cause naturali ed umane”: per esemplificare (traendo spunto dai repertori), si può pensare al caso in cui lo stress subito dal lavoratore per il demansionamento si combini con la peculiare condizione di fragilità / vulnerabilità emotiva dello stesso e provochi una sindrome depressiva che, in altra persona, non sarebbe insorta.

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