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Web reputation e motori di ricerca. Il prezzo della persona on line

24 Giugno 2015 | di Deborah Bianchi

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

La web reputation è il prezzo della persona on line. Volutamente provocatoria, questa frase deve imporre la riflessione sulla natura della persona digitale quale patrimonio informativo fluttuante nell’Internet. Questa caratteristica espone il soggetto ad un alto rischio di manipolazione da parte degli operatori della Rete (motori di ricerca, social network, aggregatori di notizie, ecc..). La disciplina Data Protection è fondamentale per garantire il bene-Persona nell’Internet. Violare la web reputation significa compiere violenza sul soggetto informativo acquisendone il controllo con gravissime implicazioni manipolatorie. La persona può trovarsi collocata in momenti temporali che non esistono più; può assistere incredula al disconoscimento pubblico di qualifiche professionali realmente possedute o viceversa vedersi attribuite qualifiche negative immeritate; può trovarsi spettatrice impotente ammantata da un’identità totalmente estranea alla propria; può a propria insaputa essere venduta per gli scopi più disparati. I danni subiti sono prevalentemente pregiudizi alla vita di relazione e/o danni psichici a cui sempre occorre aggiungere il danno patrimoniale calcolato nella misura del costo di una campagna reputazionale positiva. Il prezzo della persona on line finora stimato in via equitativa parte da un minimo di euro 2.000 fino a un massimo di euro 70.000. Il principio di integralità del risarcimento impone però l’applicazione del metodo tabellare sulla scorta di perizie condotte da collegi di esperti di psicologia giuridica, computer forensics e campagne reputazionali.

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Il problema del concorso tra cause umane e naturali e il danno cd. incrementativo

15 Giugno 2015 | di Daniela Zorzit

Danno alla persona

All’interprete che si avventura tra i tortuosi e (sempre più) sorprendenti percorsi del danno alla persona può capitare di imbattersi in una questione piuttosto insidiosa: come disciplinare le ipotesi in cui l’evento lesivo sia il portato di una interazione tra il comportamento del soggetto agente e le pregresse condizioni psico-fisiche della vittima? Il tema viene solitamente inquadrato entro il paradigma del “concorso tra cause naturali ed umane”: per esemplificare (traendo spunto dai repertori), si può pensare al caso in cui lo stress subito dal lavoratore per il demansionamento si combini con la peculiare condizione di fragilità / vulnerabilità emotiva dello stesso e provochi una sindrome depressiva che, in altra persona, non sarebbe insorta.

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Negoziazione assistita e procedure liquidative r.c.a.: quando e come spedire l’invito formale?

08 Giugno 2015 | di Marco Bona

Negoziazione Assistita

La negoziazione assistita è stata prevista quale condizione di procedibilità innanzitutto per le controversie «in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti» (art. 3, comma 1, d.l. n. 132/2014, così come convertito dalla L. 10 novembre 2014, n. 162). In questo campo la scelta dell’esatto momento, in cui procedere alla spedizione dell’invito formale a stipulare la convenzione, necessita di tenere conto della parallela condizione di proponibilità sancita dall’art. 145 Cod. Ass.. Nello specifico occorre comprendere come la previsione della negoziazione assistita quale condizione di procedibilità si coordini con il decorso dello spatium deliberandi imposto dall’art. 145 Cod. Ass. ai danneggiati a condizione di proponibilità e con le procedure liquidative di cui agli artt. 148 e 149 Cod. Ass..

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Il danno all'immagine della Pubblica Amministrazione

21 Maggio 2015 | di Amelia Laura Crucitti

Danno da lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica

Il danno all’immagine costituisce una figura di costruzione giurisprudenziale e un autonomo strumento di tutela dell’identità e della reputazione della persona giuridica pubblica. La ratio dell’istituto è ravvisabile nel recupero della credibilità pubblica da parte dell’amministrazione, essenziale per un corretto dialogo con i cittadini. La disciplina della fattispecie è fondata sulla necessità dell’ordinamento di intervenire per ridurre ed eliminare i danni che derivano dalla lesione alla sua dignità e al suo prestigio. I margini di operatività sono dettati dalla L. n. 102/2009, che ha limitato l’esercizio dell’azione di risarcimento ai casi in cui l’illecito costituisce reato ex art. 314 e ss. c.p. ed ha sancito la possibilità che le procure della Corte dei Conti esercitino l’azione per il risarcimento del danno all’immagine nei soli casi e nei modi previsti dalla L. n. 97/2001 (Cass., S.U., sent., 21 febbraio 2013, n. 4283).

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Come liquidare e personalizzare il danno morale aggravato dalla condotta

05 Maggio 2015 | di Marco Bona

Danno morale

Non è raro rinvenire in giurisprudenza il principio per cui, ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, occorre considerare anche la gravità della condotta. In questo contributo si sviluppa oltre tale indicazione attraverso la doctrine del “danno morale aggravato dalla condotta”, già formalizzata per la prima volta dall’Autore nel 2010 ed ora ulteriormente affinata nei suoi risvolti teorici e pratici.

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Prestazioni sanitarie in regime intramoenia: il foro del consumatore è applicabile alla struttura sanitaria pubblica

29 Aprile 2015 | di Antonino Barletta

Responsabilità del medico dipendente di struttura pubblica

L’ordinanza della Suprema Corte (Cass. n. 27391/2014) affronta la questione dell’applicabilità del foro del consumatore ai sensi dell’art. 33 cod. cons. alla struttura sanitaria pubblica in materia di responsabilità sanitaria e per malpratice medica. In particolare, in tema di risarcimento danni derivanti dall’esecuzione della prestazione sanitaria e medica se il rapporto fra l’utente e la struttura sanitaria del Servizio sanitario nazionale (o convenzionata) abbia corso con l’espletamento di una serie di prestazioni aggiuntive, il cui costo sia posto direttamente a carico dell’utente e non del SSN ed anzi con l’espressa esclusione dell’operatività delle procedure del SSN, trova applicazione l’art. 33 cod. cons., in quanto nel suddetto rapporto la struttura sanitaria si è posta direttamente nei confronti dell’utente come “professionista”.

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I nodi del diritto antidiscriminatorio alla prova di una pronuncia sul divieto di ritorsione

17 Aprile 2015 | di Alberto Guariso

Responsabilità per atti discriminatori

La giurisprudenza di merito in tema di contrasto alle discriminazioni si va man mano arricchendo di interventi e diventa sempre più il vero “diritto vivente” della non-discriminazione. La ragione non è casuale: nel giudizio sulla discriminazione il delicato equilibrio tra contrapposti valori e interessi trova composizione solo in una attenta e equilibrata considerazione del “fatto” e dunque è logico che il Giudice di merito ne sia il protagonista.

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La lucida agonia del danno tanatologico in attesa delle Sezioni Unite

09 Aprile 2015 | di Damiano Spera

Danno tanatologico

Con la sentenza n. 1361/2014 (c.d. "sentenza Scarano") la Cassazione, in consapevole contrasto con il consolidato precedente indirizzo, ha riconosciuto il risarcimento del danno da perdita della vita, c.d. "danno tanatologico". La questione è stata subito rimessa alle Sezioni Unite della Cassazione, ma da molti mesi se ne attende ancora la decisione. In questo Focus l'Autore, in primo luogo, distingue questa nuova voce di danno non patrimoniale dal danno biologico terminale e dal danno morale terminale o "catastrofale"; quindi illustra le ragioni giuridiche che, a suo giudizio, ostano al riconoscimento ed alla risarcibilità del danno tanatologico; prospetta, infine, i problemi pratici ed etici per l'allestimento di una tabella di liquidazione del danno tanatologico, ai sensi dell'art. 1226 c.c..

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La natura della responsabilità medica e sanitaria dopo il decreto Balduzzi

26 Marzo 2015 | di Michele Liguori

Responsabilità extracontrattuale nella “legge Balduzzi”

La natura della responsabilità dell’esercente la professione sanitaria, sia esso persona fisica (medico dipendente o collaboratore della struttura sanitaria, pubblica o privata e figure affini), sia esso persona giuridica (struttura sanitaria, pubblica o privata), non è mutata dopo il recente intervento del legislatore con il decreto Balduzzi. Tale affermazione è il risultato di un’interpretazione letterale, logico-storico-sistematico, costituzionalmente orientata e secondo il canone del c.d. legislatore consapevole dell’art. 3, 1° comma, D.l. 13 settembre 2012 n. 158.

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Interessi moratori nel contenzioso assicurativo: i “nuovi” commi 4 e 5 dell’art. 1284 c.c.

23 Marzo 2015 | di Maurizio Hazan, Giuseppe Chiriatti

Calcolo interessi

L’art. 17 D.l. n. 132/2014 ha modificato l’art. 1284 c.c., introducendo i nuovi commi 4 e 5 e disponendo che, ove le parti non ne abbiano determinato la misura, «dal momento in cui è proposta domanda giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali» (comma 4) e che medesima disciplina «si applica anche all'atto con cui si promuove il procedimento arbitrale» (comma 5). Poiché l’art. 1284 c.c. si riferisce, in generale, alle obbligazioni pecuniarie, ci si è chiesti se le nuove disposizioni calzino ai contenziosi assicurativi, con particolare riferimento ai giudizi aventi ad oggetto indennizzi e risarcimenti dovuti in forza di polizze del ramo danni.

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