Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Scontro con un cinghiale: l'eccessiva velocità dell'automobilista esclude la responsabilità della Regione?

03 Maggio 2021 | di Antonio Scalera

Trib. Milano,

Fauna selvatica (danni causa da)

Il comportamento colposo dell'automobilista, che procede a velocità non commisurata allo stato dei luoghi, si pone in nesso eziologico con l'evento lesivo occorso e, pertanto, non consente di ritenere superata la presunzione di colpa di cui all'art. 2054, comma 1, c.c., non risultando provato in giudizio che l'attore avesse adottato tutte le misure idonee a poter evitare il verificarsi dell'evento lesivo.

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All'amministratore revocato dall'assemblea prima del termine annuale spetta il risarcimento del danno: la Cassazione definisce la “giusta causa”

28 Aprile 2021 | di Adriana Nicoletti

Cass. civ.,

Danno patrimoniale (risarcimento del)

È pacifico che, con la riforma della normativa condominiale, l'amministratore è stato definitivamente paragonato al mandatario, con l'applicazione, in àmbito condominiale, di tutte le norme che disciplinano l'istituto del mandato. Resta, tuttavia, sempre aperta la questione se l'amministratore, il cui incarico per legge è annuale e prorogabile di un ulteriore anno, revocato dall'assemblea prima della scadenza contrattuale, abbia diritto, oltre al saldo del proprio compenso ed al recupero di eventuali crediti vantati nei confronti del condominio - sempre se accertati - anche al risarcimento dei danni subiti per la perdita dell'incarico. La Corte di Cassazione, con un provvedimento innovativo, ci spiega come individuare la “giusta causa” che legittima l'assemblea a revocare anticipatamente l'amministratore evitando di dover risarcire il proprio rappresentante.

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La fine della tabella di Milano per la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale (o danno da morte)? Conseguenze e riflessi

28 Aprile 2021 | di Marco Rodolfi

Cass. civ.,

Perdita del rapporto parentale (danno da)

Al fine di garantire non solo un'adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l'uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l'adozione del criterio a punto, l'estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l'elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, tra le quali, da indicare come indefettibili, l'età della vittima, l'età del superstite, il grado di parentela e la convivenza, nonché l'indicazione dei relativi punteggi, con la possibilità di applicare sull'importo finale dei correttivi in ragione della particolarità della situazione, salvo che l'eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella.

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L’assicurazione contro gli infortuni mortali rientra nell’assicurazione danni o nell’assicurazione sulla vita?

27 Aprile 2021 | di Michele Liguori

Assicurazione sulla vita

L’assicurazione contro gli infortuni mortali rientra nell’assicurazione sulla vita e non in quella contro i danni. All’assicurazione contro gli infortuni mortali non si applica il principio indennitario in base al quale l’assicurato non può locupletare dall’adempimento dell’obbligazione indennitaria dell’impresa di assicurazione, anche nell’ipotesi in cui avesse pattuito un massimale più elevato, un risultato che lo ponga in una situazione patrimoniale più vantaggiosa di quella in cui versava precedentemente alla verificazione dell’evento-rischio.

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L’irragionevole durata del giudizio dichiarato perento

22 Aprile 2021 | di Franco Petrolati

Cass. civ.,

Eccessiva durata del processo

In tema di equa riparazione per l’irragionevole durata del processo amministrativo si presume insussistente il pregiudizio non patrimoniale in relazione ad un giudizio, definito con decreto di perenzione, promosso da dipendenti pubblici per il conseguimento degli interessi e rivalutazione su somme capitali corrisposte in ritardo, non rilevando la presentazione di istanze di prelievo.

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Privacy e tutela dei dati personali memorizzati nell’account della persona deceduta

20 Aprile 2021 | di Sebastiana Ciardo

Trib. Milano,

Illecito trattamento di dati personali (responsabilità per)

L’accesso e il trasferimento dei dati e delle informazioni memorizzati sull’account di una persona deceduta è consentito ai terzi legittimati, quando i terzi siano portatori di interessi “per ragioni familiari meritevoli di protezione”, se non espressamente vietato dall’interessato, senza che la società di informazione titolare del trattamento possa frapporre ostacoli non previsti dalla normativa europea e nazionale.

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Concorso in bancarotta: fondamentale il giudizio controfattuale per evitare responsabilità fondate sulla sola posizione di garanzia

09 Aprile 2021 | di Francesco Agnino

Cass. pen.,

amministratore di società e sua responsabilità

In tema di bancarotta semplice, i sindaci di una società dichiarata fallita rispondono per aver omesso di attivarsi per rimediare all'inerzia dell'amministratore, che non abbia chiesto il fallimento in proprio della società, così aggravandone il dissesto, solo quando la situazione di insolvenza sia rilevabile dagli atti posti a loro disposizione.

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Videosorveglianza e mancanza di accordo sindacale: non si lede la privacy dei dipendenti se la finalità è tutelare il patrimonio aziendale

08 Aprile 2021 | di Ilenia Alagna

Cass. pen.,

Responsabilità del datore di lavoro

La Cassazione ha chiarito che l'installazione di un impianto di videosorveglianza, in assenza di accordi sindacali, è lecita se risponde alla finalità di tutela del patrimonio aziendale e non consente di verificare lo svolgimento delle attività lavorative dei dipendenti.

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La liquidazione del danno morale

31 Marzo 2021 | di Massimo Viceconte

Cass. civ.,

Danno morale

Atteso che il danno morale ha una sua piena autonomia, ove il Giudice valuti il danno morale utilizzando le tabelle milanesi e poi lo rivaluti equitativamente una seconda volta attribuendogli un ulteriore valore, in tal modo si verifica una duplicazione della valutazione del danno morale per cui la valutazione equitativa diventa un doppione e va espunta dal calcolo del danno non patrimoniale totale.

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Aborto terapeutico consentito se la madre ha patologie atte a provocare malformazioni del feto, a prescindere dal loro accertamento clinico

29 Marzo 2021 | di Antonio Serpetti di Querciara

Cass. civ.,

Diritti di inizio vita

L’interruzione volontaria della gravidanza oltre i 90 giorni (c.d. aborto terapeutico) motivata dal grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna è consentita anche laddove, durante la gravidanza, siano in corso nella madre processi patologici in grado di provocare con alta probabilità rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, non rilevando il fatto che l'anomalia o la malformazione si sia già prodotta, o risulti strumentalmente o clinicamente accertata.

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