Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Lite temeraria: colpa grave del soccombente e prova del danno

15 Gennaio 2015 | di Rosaria Giordano

Trib. Roma

Responsabilità processuale aggravata e danno punitivo

Ai fini della condanna per lite temeraria, la debolezza delle difese della parte e la necessaria consapevolezza che, in base alle circostanze del caso concreto, la stessa doveva avere del reale svolgimento dei fatti, sono elementi idonei a far ritenere l’azione promossa o la resistenza in giudizio portata avanti, se non con mala fede, almeno con colpa grave.

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Il danno non patrimoniale va sempre provato e per lievi lesioni è escluso il diritto del congiunto al risarcimento

14 Gennaio 2015 | di Vincenzo Papagni

Danno da lesione del rapporto parentale

Anche quando il fatto illecito integra gli estremi del reato, la sussistenza del danno non patrimoniale non può mai essere ritenuta in re ipsa, ma va sempre debitamente allegata e provata da chi lo invoca, anche attraverso presunzioni semplici. Quando la lesione della salute è assai lieve, non può configurarsi alcuna lesione del rapporto parentale. Perché ricorra quest’ultimo è infatti necessario che la vittima abbia subito lesioni seriamente invalidanti o che si sia determinato uno sconvolgimento delle normali abitudini dei superstiti, tali da imporre scelte di vita radicalmente diverse che è onere dell’attore allegare e provare.

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L'immobile locato si allaga e il conduttore se ne va: chi paga il canone?

14 Gennaio 2015 | di Mauro Di Marzio

Responsabilità per danni in condominio

In caso di allagamento di un immobile concesso in locazione, a seguito del quale il conduttore receda dal contratto, il terzo responsabile dell'allagamento è tenuto a risarcire il locatore della perdita subita, rapportata all'importo dei canoni di locazione non percepiti dal momento del rilascio dell'immobile a seguito del recesso a quello della stipulazione di un nuovo contratto di locazione

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La prescrizione prevista per il reato si applica anche alla responsabilità contrattuale indiretta

12 Gennaio 2015 | di Marco Bona

Risarcimento del danno da reato

In relazione alle azioni risarcitorie (in primis contrattuali ex art. 409 cod. nav.) promosse dai famigliari (la sorella e la madre) di una passeggera deceduta in occasione del naufragio dei un aliscafo finito contro una scogliera frangiflutti, la Cassazione si pone la questione in merito alla prescrizione dei diritti risarcitori derivanti dall’inadempimento del contratto di trasporto marittimo di persone.

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La casalinga, riduzione di capacità lavorativa e danno patrimoniale: tra onere probatorio e criteri di liquidazione

07 Gennaio 2015 | di Francesco Agnino

Capacità lavorativa generica e specifica

Il danno da riduzione della capacità di lavoro, sofferto da persona che - come la casalinga - provveda da sé al lavoro domestico, costituisce una ipotesi di danno patrimoniale, e non biologico. Ne consegue che chi lo invoca ha l'onere di dimostrare che gli esiti permanenti residuati alla lesione della salute impediscono o rendono più oneroso (ovvero impediranno o renderanno più oneroso in futuro) lo svolgimento del lavoro domestico; in mancanza di tale dimostrazione nulla può essere liquidato a titolo di risarcimento di tale tipologia di danno patrimoniale.

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Circolazione stradale, quantum probatorio e concorso di colpa

29 Dicembre 2014 | di Luigi Levita

Responsabilità da circolazione di veicoli

“Ai sensi dell’art. 91 c. strada (d.lgs. n. 285/1992), in caso di danni provocati dalla circolazione di autoveicoli concessi in locazione finanziaria (leasing), corresponsabile con il conducente ai sensi dell’art. 2054, comma 3 c.c., è esclusivamente l’utilizzatore del veicolo e non il concedente proprietario. E non osta a tale pronuncia la circostanza che il documento, che attesta l’esistenza di un bene concesso in locazione finanziaria, sia stato prodotto per la prima volta in appello, atteso che detta produzione si rende indispensabile proprio a seguito della sentenza di primo grado, ossia per superare l’ingiusta decisione del primo giudice, il quale non avrebbe dovuto fondare la legittimazione passiva della società concedente sulla base della non contestazione, regola che non può operare allorché il convenuto scelga di rimanere contumace”.

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Sinistro cagionato da veicolo sconosciuto: occorre o no la denuncia-querela del danneggiato?

23 Dicembre 2014 | di Mauro Di Marzio

Fondo vittime della strada

Nel caso di sinistro stradale causato da veicolo non identificato, l'omessa denuncia dell'accaduto all'autorità non è sufficiente a rigettare la domanda di risarcimento proposta, ai sensi dell'art. 283 cod. ass., nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della strada; allo stesso modo, la presentazione di denuncia o querela contro ignoti non vale, in sé, a dimostrare che il sinistro sia senz'altro accaduto: entrambe le suddette circostanze possono, al più, costituire indizi dell'effettivo verificarsi del sinistro

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Per il danno da schiacciamento risponde come custode il comune

23 Dicembre 2014 | di Vincenzo Papagni

Danno cagionato da cose in custodia

Per l’applicazione della presunzione di responsabilità di cui all’art. 2051 c.c. sono necessari due presupposti: a) la custodia, vale a dire l’esistenza d’un potere di fatto del custode sulla cosa; b) la sussistenza d’un nesso di causa tra la cosa e il danno. Non è invece, necessario: - né che la cosa sia seagente o dotata di intrinseco dinamismo; - né che la cosa sia pericolosa; - né che il custode sia anche proprietario. Il danno da schiacciamento è una fattispecie tipica di danno da cosa in custodia. Tale forma di responsabilità non è esclusa né dal fatto che il custode non sia proprietario della cosa custodita; né dal mero animus derelinquendi della cosa da parte del custode; né dalla circostanza che la cosa non sia di per sé pericolosa; né dall’affidamento incauto della cosa; né dallo smaltimento in modo improprio di essa

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Violenza sessuale commessa dal dipendente: i lati confini della responsabilità del datore di lavoro

22 Dicembre 2014 | di Rossella Esther Cerchia, Barbara Vari

Responsabilità dei padroni e dei committenti

“Per affermare la responsabilità ex art. 2049 c.c. del datore di lavoro per gli illeciti commessi dal dipendente (autore di violenze sessuali compiute in occasione dell’esecuzione di esami di radiologia, rientranti fra le mansioni lavorative del dipendente presso l'ospedale), è sufficiente un mero rapporto di occasionalità necessaria fra le incombenze lavorative e l'evento dannoso, nel senso che le prime debbono aver determinato una situazione tale da agevolare o rendere possibile il fatto illecito e l'evento dannoso.”

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Mala gestio impropria: al danneggiato basta dedurre il ritardo nella liquidazione

18 Dicembre 2014 | di Mauro Di Marzio

Responsabilità da circolazione di veicoli

Nel formulare la domanda di risarcimento del danno per responsabilità ultramassimale dell’assicuratore del danneggiante, il danneggiato in conseguenza di un sinistro stradale è onerato esclusivamente della deduzione del ritardo dell’assicuratore stesso nella liquidazione del danno, gravando su quest'ultimo l'onere di provare la non imputabilità del ritardo.

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