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Nel danno biologico rientra la lesione dell’integrità psicofisica sotto l’aspetto dell’invalidità temporanea e permanente

23 Marzo 2021 | di Ilenia Alagna

Cass. civ.,

Danno biologico permanente

Il danno biologico deve tener conto della lesione dell’integrità psicofisica del soggetto sotto il duplice aspetto dell’invalidità temporanea e di quella permanente. Il danno estetico non può essere considerato una voce di danno a sé, aggiuntiva ed ulteriore rispetto al danno biologico, salve circostanze specifiche ed eccezionali, tempestivamente allegate dal danneggiato.

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La vittima del dovere già indennizzata ha diritto al riconoscimento postumo del danno biologico e morale?

22 Marzo 2021 | di David Satta Mazzone

Cass. sez. lav.,

Danno patrimoniale futuro della vittima principale lavoratore

La tutela indennitaria prevista in caso di invalidità permanente delle vittime del dovere è soggetta a meccanismi di rivalutazione o di incremento sostanziale? «[..] La legge n. 206 del 2004 ed i successivi interventi integrativi non solo intesero apportare maggiori livelli di protezione in favore di tutti i destinatari, sia diretti che per successiva estensione, ma anche che il sistema era ab origine incentrato su di un meccanismo di rivalutazione inteso non come di mera indicizzazione, bensì come di incremento sostanziale».

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Bancarotta: la responsabilità del consulente che “suggerisce” e il perimetro del sequestrabile

19 Marzo 2021 | di Alessio Ubaldi

Cass. pen.,

Avvocato e sua responsabilità

Concorre, in qualità di concorso dell’extraneus, nel reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, il consulente (avvocato) che - consapevole dei propositi distrattivi dell’imprenditore o dell’amministratore di una società in dissesto - fornisca a questi consigli o suggerimenti sui mezzi giuridici idonei a sottrarre i beni ai creditori o lo assista nella conclusione dei relativi negozi, ovvero ancora svolga un’attività diretta a garantire l’impunità o a rafforzare, con il proprio ausilio e con le proprie preventive assicurazioni, l’altrui progetto delittuoso.

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L’invio della quietanza come prova del risarcimento contenente il codice Iban viola i dati personali del terzo beneficiario

16 Marzo 2021 | di Andrea Mazzaro

Cass. civ.,

Illecito trattamento di dati personali (responsabilità per)

La prova fornita dall’assicurazione al proprio assicurato circa l’avvenuto risarcimento del danno al fine di tenerlo indenne dalle pretese risarcitorie di soggetti terzi non può prevalere sul diritto alla riservatezza ed alla tutela dei dati personali di quei soggetti terzi, assumendo fondamentale rilievo, al riguardo, il rispetto dei cd. Principi di proporzionalità, pertinenza e non eccedenza di cui all’art. 11 d.lgs. n. 196/2003 (ratione temporis, oggi articolo 27, comma 1, lettera a), numero 2), del d.lgs. 101/2018. Oggi il riferimento è da farsi all’art. 5 del Reg. UE 679/2016.

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Il nipote va risarcito per l’uccisione della nonna, senza dover provare un legame “speciale”

16 Marzo 2021 | di Barbara Vari

Cass. civ.,

Perdita del rapporto parentale (danno da)

Per ottenere il risarcimento iure proprio del danno non patrimoniale, il nipote deve fornire la prova di un rapporto di reciproco affetto e solidarietà con la defunta e non di un rapporto eccedente la fisiologica intensità delle relazioni con la nonna o un rapporto di convivenza con la stessa, che potranno invece rilevare in sede di quantificazione del danno.

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I fenomeni naturali come caso fortuito e la loro incidenza sulla responsabilità del custode

08 Marzo 2021 | di Giuseppe Davide Giagnotti

Cass. civ.,

Cose in custodia (danno cagionato da)

Un evento meteorologico, anche di notevole intensità, può essere qualificato come caso fortuito, solo se provvisto dei due requisiti dell’eccezionalità ed imprevedibilità, da intendersi, rispettivamente, il primo, come obiettiva inverosimiglianza dell’evento ed il secondo come una sensibile deviazione dalla normale frequenza statistica, atta a rendere quel dato evento, per l’appunto, un’eccezione. Pertanto, se un fenomeno naturale ha una sua cadenza ricorrente, persino saltuaria o infrequente, esso non può essere definito eccezionale ed imprevedibile, proprio perché detta cadenza, per quanto irregolare, non ne esclude la prevedibilità, in base alla comune esperienza.

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Non è considerato reddito soggetto a tassazione il risarcimento del danno da dequalificazione professionale

04 Marzo 2021 | di Redazione Scientifica

Cass. Civ.,

Danno non patrimoniale (risarcimento del)

Non costituisce reddito soggetto a tassazione il risarcimento del danno non patrimoniale alla professionalità del lavoratore. E ciò perché si tratta di una lesione che rientra nel danno emergente e non nel lucro cessante. Questo quanto affermato dai Supremi Giudici con l'ordinanza n. 2472 depositata ieri, 3 febbraio 2021.

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Pubblicata in G.U. la legge di conversione del milleproroghe

03 Marzo 2021 | di Redazione Scientifica

Legge 26 febbraio 2021, n. 21_GU n. 51-2021.pdf

Profili processuali

Dopo il via libera da parte del Parlamento, ha trovato pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 1° marzo 2021 la legge n. 21/2021 di conversione, con modificazioni, del d.l. n. 183/2020, il c.d. milleproroghe.

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L’interesse pubblico alla diffusione di una notizia non legittima la pubblicazione di immagini ritraenti un minore su testate giornalistiche

02 Marzo 2021 | di Ilenia Alagna

Cass. civ.,

Lesione del diritto all'immagine, alla reputazione, all’onore e al decoro della persona fisica e giuridica (danno da)

L'interesse pubblico alla diffusione di una notizia, in presenza delle condizioni legittimanti l'esercizio del diritto di cronaca, deve essere tenuto distinto da quello riguardante la legittimità della pubblicazione o diffusione anche dell'immagine delle persone coinvolte.

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Tamponamento a catena: quando vi è presunzione di concorso di colpa?

01 Marzo 2021 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.,

Circolazione di veicoli (responsabilità da)

La Corte, in tema di sinistri stradali, ha chiarito che nell’ipotesi di tamponamento a catena tra veicoli in movimento, trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con la conseguente presunzione “iuris tantum” di colpa in eguale misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli, fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, mentre nel caso di scontri successivi fra veicoli fermi in colonna, l’unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponante l’ultimo dei veicoli della colonna stessa.

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