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Il consenso informato per i soggetti incapaci nella disciplina della L. n. 219/2017 – profili di problematicità e di incostituzionalità

di Sebastiana Ciardo

Consenso informato e il risarcimento del danno consequenziale

La Legge 219/2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018 (ed applicabile alle manifestazioni di consenso successive a tale data: cfr. Cass. n. 12998/19), nel sancire espressamente che “..nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata”, ha valorizzato il principio della libera autodeterminazione del soggetto destinatario di cure sanitarie, rinvenibile nella ratio di ogni articolo della legge: da quello sul consenso delle persone minori di età o incapaci (art. 3) a tutti quelli che si occupano di disciplinare la somministrazione di cure nel periodo successivo al sopraggiungere della condizione di incapacità, con la regolamentazione delle Determinazioni Anticipate di Trattamento (c.d. D.A.T. o testamento biologico) e del Piano delle Cure Condivise (c.d. P.C.C.), rispettivamente agli artt. 4 e 5 della legge.

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